Per il Multisala Novecento utile netto da 46mila euro
CAVRIAGO. Il lockdown ha fatto fermare il mondo della cultura e dello spettacolo. Le sale cinematografiche, i teatri e gli artisti, chiaramente, ne hanno risentito. Ma, nonostante questi mesi di stop, c’è chi non demorde, guarda al futuro con ottimismo ed è pronto a ripartire.
IL BILANCIO. «Nei giorni scorsi – spiega Vincenzo Delmonte, amministratore delegato della Cooperativa Novecento. che gestisce la Multisala di Cavriago – ci siamo trovati per approvare il bilancio 2019 e per fare il punto della situazione. Per fortuna lo scorso anno è andato benissimo: abbiamo avuto un forte aumento delle presenze, in particolare grazie ai film in prima visione (incremento di 5mila spettatori pari a +10%), che hanno portato a un conseguente aumento degli incassi. Inoltre, abbiamo ricevuto contributi sotto forma di credito di imposta dal Ministero per i Beni culturali (in totale 40mila euro) che ci hanno permesso di restituire 100mila euro del mutuo di 250mila euro fatto nel 2017 per ristrutturare il cinema; il mutuo rimasto è di 150mila euro in dieci anni. Queste due condizioni ci hanno permesso di abbassare la rata mensile del mutuo e di chiudere il bilancio 2019 con un utile di 46mila euro, il più alto di sempre».
LA PANDEMIA. Chiaro che nessuno avrebbe potuto prevedere la situazione che si è venuta a creare in questi mesi: la pandemia. Ma, come spiega Delmonte, certo in un momento non facile il fatto che i conti abbiano quadrato e che addirittura ci sia un utile di tale portata, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al cda del Novecento. «Abbiamo ritenuto opportuno accantonare 40mila euro in un fondo rischi futuri – precisa – una scelta presa alla luce di questi tre-quattro mesi di chiusura».
Altri contributi poi potrebbero arrivare. «Nel 2018 – prosegue – avevamo richiesto un contributo per le opere di ristrutturazione effettuate per 240mila euro al ministero per i Beni culturali. Richiesta che è stata purtroppo respinta così come è avvenuto per altre sale cinematografiche italiane. Abbiamo fatto ricorso al Tar che, però, non ha accolto la nostra richiesta ma, siccome riteniamo di rientrare tra coloro che dovrebbero beneficiare di quei fondi, tenteremo un ulteriore ricorso. E, a quel punto, se ci dovessero arrivare quei soldi, potremmo estinguere il mutuo completamente e fare altri interventi. Se però non dovessero arrivare, la nostra attività comunque sarà al sicuro grazie a un bilancio in attivo». Guardando poi al 15 giugno, data che secondo l’ultimo Dpcm corrisponderebbe alla possibile riapertura dei cinema-teatri, Delmonte nutre alcune perplessità.
LA RIAPERTURA. «Il protocollo sanitario prevede alcune assurdità sulle quali le associazioni di categoria stanno lavorando per ottenere delle modifiche. Si chiede di mantenere una distanza tra tutti gli spettatori di un metro: che senso ha tenere lontani tra di loro madre, padre e figlio? Sono conviventi e nei ristoranti questo non è richiesto. Altra cosa: i bar dentro ai cinema devo restare chiusi. Perché i bar fuori dai cinema possono tenere aperto?». Per Delmonte sono tanti i punti da chiarire. Ma non demorde: «Fortunatamente nelle nostre due sale le distanze tra le poltrone sono ampie e, nel caso in cui si chieda di far accomodare gli spettatori una poltrona sì e una poltrona no, la distanza da noi sarebbe di un metro e venti». Si perderebbe comunque il 50% dei posti disponibili. L’idea è però di ripartire, se non a metà giugno, qualche giorno dopo. «La nostra intenzione è di riaprire ma non escludiamo altre ipotesi: stiamo valutando, insieme all’amministrazione comunale, la realizzazione di un’arena estiva. Comunque – conclude – la ripartenza ci sarà, e proporremo come per gli anni passati rassegne estive con i film usciti da settembre 2019 a febbraio 2020, soprattutto quelli che non abbiamo proiettato nelle nostre due sale, tra film di qualità, per bambini e più commerciali. Il tutto con prezzi ridotti (5 euro per tutti), tenendo conto del periodo».
