Addio a Noverino Clocchiatti, un protagonista della ricostruzione post terremoto
TARCENTO. È morto Noverino Clocchiatti, maestro del lavoro e decano dell’omonima impresa friulana protagonista della ricostruzione post terremoto. Noverino Clocchiatti è mancato mercoledì 3 giugno all’ospedale di Udine a 91 anni. Nonostante la buona salute che lo aveva accompagnato anche con l’avanzare dell’età, nel mese di aprile scorso era stato colpito da un ictus e da allora le sue condizioni erano andate peggiorando.
Originario di Basiliano, Noverino Clocchiatti era nato il 17 maggio del 1929, nono figlio (da cui deriva il nome): la sua lunga vita lavorativa iniziò ancora in tempi di guerra quando, 13enne, prestò il suo servizio come magazziniere della Todt, l’impresa guidata dalla Wehrmacht, quando occupò il Friuli.
In seguito, la sua famiglia si spostò a Laipacco e nei primi anni Cinquanta Noverino lavorò per la falegnameria udinese Picco-Tomadini: successivamente, il fratello Tobia lo coinvolse nel lavoro edile fondando la Clocchiatti, impresa che realizzò numerosi cantieri in tutto il Friuli.
Dai condomini di piazzale Cella all’hotel Cristallo a Udine, alla chiesa di Lignano per arrivare alla lunga collaborazione con la Sovrintendenza regionale per la ricostruzione di molte chiese nelle vallate del Natisone e nel Tarvisiano: tutte queste opere furono guidate e coordinate da Noverino, ricordato spesso nel settore edile come «l’uomo nato su una carriola, con una cazzuola in mano».
Tra le tante opere che seguì con la Clocchiatti, ci fu anche la ricostruzione del duomo di Gemona, crollato quasi totalmente dopo il sisma del 1976, per il quale aveva ricevuto le chiavi del cantiere nel gennaio del 1977, emergenza gestita dal commissario Giuseppe Zamberletti.
Nel maggio del 1986 quando la struttura fu riaperta al pubblico e nell’occasione in cui si celebrò la consacrazione sacerdotale del vescovo emerito monsignor Pietro Brollo, Noverino ricevette il titolo di “Maestro del lavoro” per il notevole impegno che dimostrò sui cantieri. Clocchiatti è sempre stato ricordato come un grande lavoratore che ha trascorso la sua vita sui cantieri e sempre molto legato alla famiglia.
Noverino aveva anche una grande passione per l’uccellagione: negli anni Settanta acquistò un terreno a Loneriacco di Tarcento dove realizzò un roccolo, e successivamente con l’acquisto di ulteriori terreni, la casa dove da allora ha sempre vissuto coni familiari.
La sua grande collezione di uccelli che teneva in casa lo portò a ottenere numerosi riconoscimenti alla fiera ornitologica che si svolgeva a Tricesimo. «Ha lavorato fino alla soglia degli 80 anni: ci ha trasmesso la sua passione per il lavoro e l’accuratezza – racconta il nipote Alessandro Liva, ingegnere civile, direttore tecnico dei cantieri alla Zanini Antonio –, tanto che mio zio Paolo, suo figlio, aveva una impresa fino pochi anni fa e mio cugino, figlio di Paolo, è architetto libero professionista».
Noverino Clocchiatti lascia la moglie Ilda Feruglio (con cui il 22 maggio ha festeggiato 66 anni di matrimonio), i figli Paolo e Patrizia, e i fratelli Sereno e Venicia. I funerali saranno celebrati sabato 6 giugno, alle 10.30, nel duomo di Tarcento, partendo dalla casa funeraria Benedetto. —
