Muore a 37 anni per un tumore. La scoperta della malattia dopo una partita di tennis
PONTEDERA. La parola “tumore” è entrata nelle vite di Cettina e Fabio due anni fa, quasi per caso. Cettina Lauria, 37 anni, e Fabio Fassari, di Ponsacco, si conoscono dai tempi delle scuole superiori frequentate a Pontedera. E ora Cettina se n’è andata per sempre dopo venticinque anni di vita insieme a Fabio. Le coppie di una volta che non si arrendono alla prima difficoltà. Tanti interessi, una famiglia unita, l’amore appassionato per gli animali, i cani in modo particolare. Due anni fa, durante una partita di tennis, Cettina viene colpita al seno dalla pallina. Il dolore è grande, ma poteva anche essere un incidente di quelli che capitano. Invece il seno si gonfia, servono i controlli, arriva la diagnosi. E non fa sperare bene. «Ma Cettina era un vulcano – dice il marito –. Ha combattuto sempre, sino alla fine, con il sorriso, anche quando si capiva che la situazione sarebbe stata difficile. Alla fine si è spenta dopo aver lottato contro un tumore al seno triplo negativo. Non c’è stato niente da fare».
Trentasette anni, quando ci potrebbe essere ancora un mondo davanti, che però si ferma all’improvviso. Lei che lavorava come educatrice motoria per anziani e disabili ai corsi della Uisp o per la Misericordia, che riusciva a mettere insieme mille impegni, si è fermata. Ricoveri all’ospedale, interventi, ma niente che desse una speranza. Due anni di cure, poi la morte, l’altra sera all’ospedale di Pisa.
La salma è stata composta nelle cappelle della Misericordia a Pontedera. Il funerale si svolgerà questa mattina alle 10 nella chiesa della Madonna dei Braccini a La Borra. La morte della giovane donna lascia un grande senso di vuoto nel marito, nella famiglia e in chi la conosceva e sapeva anche del suo impegno a fronteggiare la malattia. Gli amici e i parenti già dall’arrivo della salma si sono uniti al dolore della famiglia.
«Chiunque conosce Cettina sa che era una gemma rara, riusciva sempre a portare l'allegria il buonumore per tutti. Una persona solare, buona, è davvero difficile tutto questo», dice il marito.
Quello che è successo alla giovane donna (dagli interventi alle speranze dell’immunoterapia) invita a riflettere sull’importanza della prevenzione e di una diagnosi tempestiva delle malattie del seno.
«Purtroppo per questi tumori non vi è cura, si può solo fare prevenzione. In Italia lo screening della mammella è a 45 anni – aggiunge il marito –. Dopo quello che è successo a Cettina vorrei che ci fosse più sensibilizzazione sulla parola prevenzione. Se raccontando anche sul giornale la storia di mia moglie si riuscisse anche solo a convincere più donne a fare un controllo ecografico in più sarebbe già una vittoria».
