Crolla un ponte, lago Santo isolato: Fiumalbo rischia di finire sott’acqua
La coincidenza fa impressione: alla vigilia della Giornata Mondiale per l’Ambiente, l’Alto Appennino è stato flagellato da un acquazzone che nella serata di giovedì ha fatto davvero paura: a Fiumalbo l’acqua è arrivata sulla passeggiata lungo il torrente che attraversa il centro. Per fortuna i lavori finanziati dalla Protezione civile regionale (con 100mila euro) per la costruzione delle paratie erano già a buon punto: il sistema è stato attivato in emergenza e ha funzionato bene proteggendo il cuore del borgo. Dalle 19.30 la pioggia ha iniziato ad abbattersi con una progressione impressionante: in 3 ore (dalle 19.30 alle 22.30) sono caduti 73,6 millimetri. Se ci fossero ancora dubbi sul fatto che il clima sta cambiando...
«Io non ho memoria di una furia di questo genere in così poco tempo» analizza il sindaco Alessio Nizzi. I risvolti sono stati pesantissimi tra allagamenti, frane e crolli. Qui come a Pievepelago.
CASO LAGO SANTO
La crisi maggiore è andata a colpire un tratto di collegamento fra i due comuni causando di fatto l’isolamento di Tagliole e del lago Santo, alle porte di un weekend che avrebbe sicuramente portato centinaia di turisti. Essendo infatti chiusa per i lavori di prolungamento della galleria anti-massi la strada pievarola che sale al lago, l’unica via d’uscita resta quella che scende dal lato fiumalbino di Rotari. Ma passa su un ponte che è crollato per metà carreggiata per il tappo che vi si è formato a causa di acqua, tronchi e detriti: «Va da sé che queste cose non succederebbero se fosse permessa una pulizia come si deve dei torrenti, senza restrizioni assurde» rimarca l’assessore ai Lavori pubblici Gabriele Nizzi.
Fatto sta che il lago si è trovato di nuovo isolato come per le grandi frane che hanno provocato lunghe chiusure della strada pievarola tra il 2009 e il 2013, mettendo in crisi anche le attività ricettive (il caso del rifugio Marchetti). Consci dei rischi in un momento tanto importante per il turismo, i due Comuni si sono accordati ieri per un intervento di somma urgenza che permetta almeno un passaggio a senso alterno sul ponte.
«È l'unica soluzione intervenire sul ponte - nota il sindaco di Pieve Corrado Ferroni - perché di là i lavori sulla galleria paramassi non possono essere fermati: lunedì devono gettare la platea di fondazione».
GLI ALTRI DANNI
Ma a Pieve c’è un altro problema: il turbinio d’acqua ha completamente eroso un tratto della strada che costeggia il torrente Scoltenna conducendo all’Oasi Serena (dove c’è un laghetto da pesca molto gettonato, un bar ristorante e un’area sportiva) e al villaggio artigiano: «Un danno gravissimo: ci vorranno risorse ingenti per il ripristino, al di là delle nostre forze - rimarca Ferroni - facciamo appello alla Regione perché ci sostenga in un momento tanto delicato, alle porte dell’estate».
Ma anche a Fiumalbo ci sono altre ferite aperte. Oltre all’allagamento verso le 23 di una cantina privata in via Capannella (sul posto i vigili del fuoco di Pieve, intervenuti anche a Fiumalbo centro per scongiurare l’allagamento di una banca) l’acqua ha lasciato uno strascico di danni pubblici: «Un grosso smottamento vicino al nostro villaggio artigianale, frane in via Rotari e via Versurone - elenca il sindaco Nizzi - smottamenti nell’area di ammassamento del campo sportivo, crollo di una massicciata di protezione strada alla confluenza tra il Rio delle Pozze e il Rio delle Motte... E quello che scopriremo. Davvero non ci voleva alle porte dell’estate». —
