Il grande parco di Spilamberto come classe: finalmente gli alunni si ritrovano per salutarsi
SPILAMBERTO In testa i classici cappelli neri da laurea, simili in tutto e per tutto a quelli visti in molti film americani ambientati al college. Al posto della toga, una t-shirt bianca con la scritta “5°D sempre nel cuore”. Si sono presentati così, ieri, alla festa di fine scuola i piccoli studenti di una delle sezioni dell’Istituto Comprensivo Fabriani di Spilamberto.
«Avevo tantissima voglia di vedere i miei amici – dice Simone Righi, che tra il grosso cappello e la mascherina ha scoperti solo gli occhi – le lezioni a distanza non mi sono piaciute tanto, volevo andare a scuola». Quando glielo chiediamo, ammette di essere uno di quei bimbi che ogni tanto “brontolava” per andarci, ma che il prossimo anno sarà contento di tornarci. Dopo oltre tre mesi si sono ritrovati nel Parco della Rocca, insieme alle maestre, per salutarsi e condividere il loro ultimo giorno di scuola. Sono stati primi ma, dopo di loro, a turni di 45 minuti, è toccato alle altre quattro classi quinte della scuola.
Lo hanno potuto fare guardandosi negli occhi (senza la mediazione dello schermo di un pc o di un tablet), seppur con la mascherina e all’interno di cerchi colorati, gli intramontabili hula hoop, disposti ben distanziati ben distanziati sull'erba del parco. Un’idea che viene dal bolognese, precisamente dalla sindaca di San Lazzaro di Savena Isabella Conti, che l’amministrazione di Spilamberto ha pensato di replicare. «I cerchi in questo caso non solo un gioco ma anche lo strumento per condividere un momento di gioia insieme rispettando la giusta distanza» – dice il sindaco Umberto Costantini, che ha consegnato personalmente i diplomi di fine percorso ai piccoli studenti. Davanti alle maestre, la 5°D ha letto una poesia. Un verso ciascuno. «Fra regole, amicizie e litigi…il tempo è passato ed il viaggio insieme a voi è ormai terminato. Con i bagagli colmi di tante esperienze passiamo ora alle medie per fare nuove conoscenze – recita la poesia – ma nel nostro cuore voi sempre resterete. Perché siete state le prime a formare la nostra mente».
Emanuela Barani, una delle maestre, parla di un momento emozionante: «Oggi finalmente abbiamo potuto rivederci, durante le lezioni a distanza i miei ragazzi mi dicevano che sentivano la mancanza dei momenti di socialità, avrebbero almeno voluto fare l’intervallo insieme. Devo dire però che hanno risposto bene alle attività proposte, sono stati molto ricettivi e le famiglie collaborative». A settembre, per questi bambini, inizierà un “nuovo viaggio” (destinazione scuola media) e i genitori non nascondono la speranza di vedere i propri figli all’interno di una classe. «Il passaggio alle medie li troverà più maturi per affrontare una eventuale situazione di mezzo, fatta in parte di lezioni a distanza e in parte in presenza, quest'ultima è importante e deve essere tenuta in considerazione – dice una delle mamme, Sabrina Levanti – a mia figlia i compagni sono mancati tantissimo e oggi avevano davvero bisogno di ritrovarsi». —
