Spal, Zamuner a un passo dal ruolo di d.s.
FERRARA. Dovremmo esserci. La poltrona di nuovo diesse della Spal è vicina all’essere occupata. Dopo tante ipotesi e valutazioni (Romairone, Bonato, Marchetti, Nember, Valoti, Giannitti, Gemmi... citati in ordine sparso), dopo l’idea della soluzione interna (Ruggero Ludergnani), dopo il profilarsi deciso e preciso di Federico Balzaretti, e dopo il ballottaggio Balzaretti-Zamuner, sembra che la scelta della società si sia orientata con decisione su Giorgio Zamuner.
Elementi di giudizio
Sulla bilancia pesano tanti fattori. Ovviamente, anche quello del desiderio di Balzaretti di comporre uno staff (con due o tre professionisti di sua fiducia) che andrebbe un po’ a cozzare con la realtà biancazzurra. Ma, soprattutto, c’è una serie di altri elementi di giudizio. L’ambiente ha bisogno di una ventata di nuovo entusiasmo, ed in tal senso nessuno meglio di Zamuner potrebbe portarla in seno alla tifoseria: ferrarese d’adozione, simbolo della Spal di Gibì Fabbri, innamorato della maglia, conosciuto e stimato, l’ex Imperatore (che in realtà non ha mai abdicato da tale status, riconosciutogli dal popolo in nome delle sue gesta) darebbe un senso di spallinità, se così si può dire, alla decisione che il club andrebbe a partorire.
Da Ausilio a Marotta
E ancora. Bisogna sfatare il falso mito della categoria come discriminante in base a cui scegliere il nuovo diesse. Posto che anche Vagnati, quando con la Spal è salito in A, non aveva mai frequentato la massima serie, assodato che molti dei candidati iniziali non hanno mai operato in A, ed inconfutabile il fatto che Balzaretti (pur aduso a grandi palcoscenici, in base alla sua esperienza di giocatore e poi di giovane dirigente) sarebbe al primo incarico, serie A o serie B per Zamuner non farebbe differenza. Nel senso che ha conoscenze e competenze per operare anche ai massimi livelli. Chi è all’ascolto delle cose calcistiche, ad esempio, sa benissimo quanto sia forte e consolidato il rapporto tra Zamuner e Piero Ausilio, d.s. dell’Inter. Sa che, quando era al Padova, Zamuner andò a trattare un affare alla Juve con l’allora manager bianconero Marotta, sedendosi alla scrivania come due vecchi conoscenti, se non proprio amici. E di esempi in tal senso se ne potrebbero fare altri.
Necessità quotidiane
Inoltre, da qui in avanti, con l’approssimarsi e poi la ripresa del campionato, la Spal necessita di una precisa figura di riferimento non solo per le cose di mercato, ma anche per l’allenatore e la squadra. Una gestione della quotidianità che non può prescindere dalla presenza di un diesse. La Spal potrà giocarsi le chances per restare in A, o dovrà prepararsi per la futura B. Ma con un manager che abbia costante dialogo con mister Di Biagio, anche per impostare i programmi, e che figuri come ponte tra l’allenatore ed i vertici societari.
E poi la sinergia col settore giovanile, quindi col direttore Ludergnani, il quale vanta un vecchio e robusto legame con Zamuner.
Ultime valutazioni
Portato tutto ciò a sintesi, ecco perché il presidente Walter Mattioli ha maturato la convinzione che Zamuner può essere l’uomo giusto. Il massimo dirigente spallino è ora atteso dalle ultimissime consultazioni, dagli ultimi confronti anche interni, con il direttore generale Andrea Gazzoli e con la famiglia Colombarini. È sì vero che Zamuner ha sul tavolo la concreta ed attuale proposta biennale della Feralpi Salò, ma immaginiamo che tra le due prospettive non si ponga il problema della scelta. Che andrà necessariamente ratificata.
Ieri è anche giunta voce di un Sergio Pellissier (a Ferrara molto amato) teoricamente in rotta con il Chievo dopo appena un anno in carica, e quindi agganciabile, ma dagli elementi in possesso risulta che l’orientamento spallino veda ormai Giorgio Zamuner come uomo giusto al posto giusto nel momento giusto.
L’attesa non durerà in eterno. La Spal è senza direttore sportivo dall’addio di Vagnati: era fine aprile, ormai è trascorso quasi un mese e mezzo. Lunedì o martedì il vuoto dovrebbe essere colmato, poi si vedranno i tempi dell’annuncio, se immediato - in caso di fumata bianca - o leggermente posticipato. Nel calcio, mai dire mai, però tutto indica che Zamuner sarà “l’eletto”.—
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