Modena, autisti all'attacco: «Sui bus dal 24 febbraio nessuno fa il biglietto» Ma Seta smentisce tutto
«Dal 24 febbraio nessuno ha più fatto il biglietto sull’autobus». Giuseppe Rendace è il segretario provinciale della Faisa-Cisal. Da autista e sindacalista descrive una realtà che ha vissuto e vive da vicino. La pandemia ha modificato le condizioni a bordo. L’area vicina al conducente è diventata “off limits”. La stessa macchinetta per la convalida non è accessibile. «L’attività di verifica è stata sospesa - incalza Rendace - e la maggior parte delle persone ha viaggiato senza biglietto». I problemi per il sindacalista proseguono dopo l’inizio della Fase 2. «Da qualche giorno è ripresa la verifica dei titoli di viaggio da parte dei verificatori esterni e dei controllori interni di Seta - la posizione di Rendace - Stando alle direttive, i secondi devono effettuare i controlli a terra. Quando l’autobus arriva in un interscambio come in largo Garibaldi possono controllare chi scende. Chi scende e non ha il biglietto è multato. Per chi rimane su, i controllori non possono salire. Quindi se non hanno i biglietti e restano a bordo non possono essere verbalizzati».
Una posizione smentita da Seta. Dalle cifre dell’azienda, oltre venti controllori (tra interni e della società esterna) sono attivi ogni giorno per verificare l’obliterazione. Un’operazione oggi svolta a penna sui titoli tradizionali, mentre restano i canali consigliati dell’app. Le multe fioccano anche a bordo. «Seta si è lamentata delle perdite, per cui il tema dovrebbe stare a cuore», la tesi di Rendace. Dall’azienda non nascondono il calo di passeggeri (e dunque d’incassi) legati alla pandemia. Di fatto, l’orario “vacanza estiva” è partito in inverno e proseguirà fino all’autunno. Rigettano però l’ipotesi che i verificatori non stiano svolgendo il loro compito sui mezzi. —
G.F.
