«Ragazzi avete ragione: i bus a Modena vanno potenziati» Muzzarelli a ruota libera
«Quanta concretezza nei sogni di questi ragazzi». Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli commenta così i risultati di #Modena2020 e raccoglie la sfida di affrontare con la Gazzetta le 12 proposte per la città arrivate dal progetto #fuoriclasse, con quattro quinte del liceo Muratori San Carlo.
«È davvero bello vedere come la capacità di sognare dei giovani si intrecci con proposte concrete che, anche quando rispondono a bisogni puntuali, tengono dentro una visione coerente del futuro. Era chiaro anche quando ho incontrato alcuni di loro, nel corso dell’esperienza giornalistica fatta con la Gazzetta, ma è ancora più evidente leggendo i loro interventi riassunti in questi 12 punti e pubblicati proprio in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente».
Proprio l’ambiente è argomento trasversale a diverse richieste dei giovani.
«Sembra richiamare quella responsabilità personale verso gli altri e, soprattutto, verso le future generazioni che era anche nel messaggio del vescovo Erio in occasione di San Geminiano, un messaggio dove riecheggia l’insegnamento di chi ci ricorda come la Terra, l’unica che abbiamo, non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli. E giustamente loro ci chiedono conto di come stiamo gestendo questo prestito».
Veniamo alle priorità. La prima, per distacco, riguarda i trasporti.
«Il trasporto pubblico locale deve essere potenziato per rispondere ai bisogni degli studenti e dei lavoratori, degli anziani e delle famiglie. A maggior ragione oggi, con le nuove esigenze emerse con l’emergenza Covid-19 e per le quali sarà necessario lavorare in estate per programmare il servizio in vista della ripresa delle scuole. E serviranno risorse nazionali per garantire più corse in sicurezza, soprattutto se saranno previsti orari scaglionati in scuole e aziende».
I giovani chiedono accoglienza nella zona dell’autostazione.
«È una buona idea, dobbiamo offrire ai ragazzi spazi di accoglienza sicuri. La proporrò alle associazioni impegnate nel settore. Chissà che non si possa riproporre l’esperienza di qualche anno fa con la Tenda come riferimento».
Poi la manutenzione di strade e piste ciclabili.
«Abbiamo lanciato un piano con investimenti per oltre 20 milioni di euro nel triennio. Siamo già nella fase operativa, i primi progetti sono stati approvati e in estate, per esempio, si asfalterà la tangenziale, nei tratti di competenza comunale, lavorando di notte, mentre già nei prossimi giorni sono in programma cantieri in alcune strade del centro e si stanno definendo diversi interventi anche sulle ciclabili».
Parola d’ordine: ecosostenibilità.
«A fine mese, con la consultazione preliminare di tutti gli enti coinvolti, si avvia il percorso del Pug, il Piano urbanistico generale che dovrà “disegnare” la città del 2050 e dovrà essere una città compatta e ambientalmente sostenibile, finalmente con norme e parametri green di stampo europeo».
Sul fronte mobilità una idea che stuzzica è il bike sharing.
«Il Piano urbano della mobilità sostenibile inizia nelle prossime settimane il percorso in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Ci sono le piste ciclabili, le zone 30, i parcheggi scambiatori, lo sviluppo ulteriore del bike sharing (già oggi abbiamo 3.700 iscritti al C’entro in bici e circa 350 bici gialle disponibili)… Entro il 2030 vorremmo trasferire dall’auto alla bici almeno l’8 per cento degli spostamenti quotidiani. Significherebbe un risparmio di anidride carbonica di 8 mila tonnellate all’anno».
Capita, poi, che i ragazzi non si sentano sicuri nemmeno nei loro luoghi di ritrovo abituali.
«La sicurezza, ancora al meglio al plurale, le sicurezze sono un diritto ed è giusto che i cittadini segnalino le situazioni in cui intervenire con i controlli, sviluppare l’attività di prevenzione e, è un’osservazione corretta, migliorare l’illuminazione pubblica. Abbiamo già in programma diversi interventi tra cui anche quello al Novisad, ma il piano dovrà essere sviluppato».
Veniamo ad altre proposte: più concerti.
«L’estate del Covid-19 ci ha privato dei concerti di Tiziano Ferro e Ultimo già previsti al Braglia e praticamente con i biglietti tutti venduti. Ma il prossimo anno ci rifaremo, Modena Park è irripetibile, ma riportare a Modena la musica dal vivo è un nostro obiettivo».
C’è speranza di avere più eventi, non solo sportivi, al Braglia e al PalaPanini?
«Per il Braglia, appunto, prevediamo i concerti estivi, mentre al Palapanini già oggi si svolgono anche altre attività e per tutta quell’area è prevista una riqualificazione che favorirà anche un utilizzo più ampio della struttura».
Tra i giovani il tema della raccolta differenziata è molto sentito.
«Sulla raccolta differenziata abbiamo investito da tempo e abbiamo raggiunto risultati significativi (siamo al 64,3 per cento, con un aumento di 2 punti rispetto al 2017) e ora estenderemo ulteriormente il porta a porta. Servono le strutture e serve anche, però, l’educazione dei cittadini. E in questo i giovani possono essere dei formidabili alleati».
Biblioteche più aperte?
«Prima dello stop, avevamo iniziato la sperimentazione delle aperture al sabato delle biblioteche di quartiere, ma credo che appena possibile dovremo riprendere il tema di una nuova organizzazione del sistema bibliotecario. Lo ha chiesto anche il Consiglio comunale e penso che, in collaborazione con l’Università, dovremo arrivare a garantire anche aperture nei festivi e in orari serali in alcune strutture».
I ragazzi vogliono spazi per la loro creatività.
«Alla creatività e all’innovazione è dedicato il Laboratorio aperto che sta muovendo i primi passi nella sede dell’ex Aem. Altre iniziative in campo artistico si svilupperanno con Ago insieme a tutti gli istituti culturali cittadini, a partire dai Musei e dalla Fondazione Modena arti visive, mentre per il settore musicale il riferimento è il Centro musica dove sono previsti ulteriori sviluppi del progetto di riqualificazione».
Quando vedremo Modena vera città universitaria?
«Stiamo definendo un piano con il nuovo rettore che vuole potenziare l’impegno sui luoghi dello studio, sulle opportunità per gli alloggi, sui temi della ricerca e della cultura, ma anche sui luoghi dello sport e del tempo libero, sui trasporti e la mobilità e sulle opportunità formative, di orientamento e lavoro».
In molte risposte torna il tema dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando. Cosa ci insegna rispetto a questi argomenti?
«Ci sarà tempo per riflettere sull’eredità del Covid-19, ma di certo abbiamo compreso il valore della sanità pubblica. Se poi c’è una cosa che dobbiamo imparare da questa emergenza è che oggi, ancora più di ieri, è importante fare le cose giuste, non quelle più facili. Perché poi la natura ci presenta il conto». —
