La Toscana ritrova il Pd e perde Renzi. Spariti i 5 Stelle. Ma lo sconfitto è Salvini
La Toscana ritrova il Pd ma scarica Renzi (nel centrosinistra) e Salvini. A destra vota Lega (ma non abbastanza) e soprattutto premia Fratelli d’Italia che, rispetto alle ultime regionali, quadruplica i consensi. Dimezzato anche il consenso di M5S che da rivelazione del 2015 si riduce a comparsa del consiglio regionale. Non sfonda, dunque, Salvini in Toscana. La spallata non c’è. Il sorpasso che fino a poche settimane fa sembrava non solo possibile ma perfino probabile non si verifica. La vittoria del centrosinistra di Eugenio Giani è netta: un distacco inimmaginabile di 8 punti sulla diretta concorrente del centrodestra Susanna Ceccardi.
Italia Viva cerca di aggiudicarsene il merito nel primo pomeriggio, quando ancora gli exit poll traballano e nel centrosinistra sono tutti a fare gli scongiuri (Giani per primo). Ma le cifre, già a metà scrutino, dicono altro: il “fortino rosso” ha resistito all’onda verde più che altro per merito del Pd che è il primo partito ovunque, soprattutto a Firenze, Prato e Siena con percentuali fra il 37 e il 38%. A Firenze città Giani dà 30 punti di distacco a Susanna Ceccardi e nella provincia a scrutinio ancora in corso è in vantaggio di 80mila voti: un distacco incolmabile che conferma come la vittoria nel capoluogo e nella Toscana centrale, in effetti, rappresenti una garanzia di vittoria nella regione.
Il resto lo fa il senso civico dei toscani: a dispetto dello spauracchio del Covid-19 sono tornati a votare. L’impennata del 14% dell’affluenza (sulle ultime regionali) è un segnale inequivocabile. E l’affezione alle urne, ancora una volta, ha premiato il centrosinistra. Come è chiaro che l’appello al voto “utile” ha fatto presa. Più di quello al voto disgiunto: votate per un candidato presidente che vi piace e poi per il partito di un altro schieramento. A questo meccanismo “sofisticato” non sono ricorsi tanti elettori. Non così tanti come si poteva immaginare. Gli elettori hanno scelto con chiarezza i propri candidati presidenti. E li hanno abbinati a partiti collegati. Senza “disperdere” le preferenze. Hanno concentrato il proprio voto su poche liste, lasciando fuori dal consiglio regionale la maggior parte dei candidati, dai comunisti (di qualunque sfumatura) ai no vax.
Fra i candidati presidenti, infatti, oltre a Giani entrerà Susanna Ceccardi, (che ha già espresso la volontà di optare per il seggio all’Europarlamento) e Irene Galletti. Gli altri 4 candidati non hanno superato lo sbarramento del 5% minimo chiesto alle liste che si richiede a chi si presenti senza coalizione. Quanto ai partiti, nel consiglio regionale si vedrà molto Pd e un po’ di Iv. Per l’opposizione ci sarà spazio per il centrodestra: Lega, Fdi, FI e M5S. Che mantiene un po’ di presa (e qualche punto in più sulla sua media bassa) soprattutto nella zona di Massa Carrara dove ha ancora una senatrice. Ma per il resto affanna ad allontanarsi dal quel 7% che è la metà dei voti di 5 anni fa quando debuttò in consiglio regionale.
Come la sinistra a sinistra di Tommaso Fattori, sceso in campo con l’obiettivo di trascinare Giani al ballottaggio, inghiottito invece dal Pd che si conferma il primo partito ovunque. Anche se fatica di più sulla costa: le percentuali più basse (sotto il 30%) i dem le incassano a Lucca e a Massa Carrara. Non a Livorno, dove è intorno al 36%. Ma in provincia di Lucca a tre quarti di scrutinio Susanna Ceccardi è avanti a Giani di 12mila voti. Qui infatti il Pd paga errori ferali: a Lucca la spaccatura del partito, con la divisione tra la fazione del capo dei senatori Andrea Marcucci e l’assessore regionale uscente Marco Remaschi. A Viareggio, al voto amministrativo, addirittura una spaccatura del partito, con il Pd comunale commissariato dal Pd regionale per la lite sul candidato sindaco. Un disastro, insomma.
Può consolare il fatto che a Pisa, il Pd sia al 35%, 10 punti avanti alla Lega che nel capoluogo comanda (avendo vinto le ultime amministrative) e che a Cascina, il Comune di Susanna Ceccardi, a scrutinio in corso la candidata del centrodestra sia dietro Giani. Ma questi numeri non nascondono il disagio di una Toscana che era e resta a due velocità. Perché oggi ci sono state le regionali. Ma fra pochi mesi si torna a votare in molti comuni della Toscana. Che in alcune zone guarda ancora a destra. Ad Arezzo (dove si vota per il sindaco) è testa a testa fra Giani e Ceccardi. A Massa Carrara Susanna Ceccardi è avanti. E nel Grossetano ha battuto Giani di oltre 5 punti —.
