Vaccino, adesione massiccia a Ferrara. E ora calano i contagi tra i sanitari
FERRARA. In Israele, dove il piano vaccinale ha già raggiunto uno stadio piuttosto avanzato, si sono ridotti in modo drastico contagi e ricoveri. La notizia è stata accolta con sollievo in tutto il mondo. Ma qualche indizio inizia a farsi strada anche in Italia, in regione e nel Ferrarese. Rispetto al metà gennaio, ad esempio, quando l’immunizzazione del personale sanitario si trovava ancora alle fasi iniziali, il numero dei contagi tra i sanitari di Asl e Sant’Anna (medici, infermieri e oss) si è contratto di oltre il 40%. Il 13 gennaio scorso il bollettino riportava 131 casi: 91 dipendenti Asl con contagio attivo e 40 dipendenti del Sant’Anna.
L’1 febbraio, quando una parte degli operatori aveva già assunto anche la seconda dose, il numero degli infetti era calato a 111 (83 dipendenti delle strutture Asl e 28 del Sant’Anna). Il 19 febbraio il dato era sceso ancora: 63 dipendenti dell’azienda territoriale e 11 dell’ospedale di Cona, in totale 74. Il personale sanitario che ha aderito alla vaccinazione quest’anno ha raggiunto picchi sconosciuti nel passato, quando l’unico termine di confronto era la vaccinazione antinfluenzale. Nel passato le percentuali di medici e infermieri che chiedevano la somministrazione del vaccino non si scostava molto da valori prossimi al 20-30%. La diffusione della pandemia ha cambiato lo scenario in modo sostanziale. Il 74% del personale Asl ha assunto le dosi o comunque si è messo in lista per ricevere le due iniezioni e la percentuale si è ulteriormente alzata fra gli addetti dell’azienda ospedaliera, dove l’adesione è salita all’83%, con il 92% di sì tra gli operatori della dirigenza sanitaria, l’81% nel comparto sanitario e oss e il 77% negli altri ruoli (non sanitari).
La massiccia partecipazione ha ampliato la copertura all’interno di strutture nelle quali il virus circola con maggiore frequenza riducendo i rischi sia per il personale che per i pazienti. «Quella compiuta da chi ha scelto di vaccinarsi è stata una scelta responsabile che va a vantaggio di tutti – il commento del direttore del Dipartimento di Sanità pubblica, Giuseppe Cosenza – E i benefici sono già visibili». Il direttore generale dell’Asl, Monica Calamai, conferma il giudizio positivo sull’effetto sbarramento garantito da un’immunizzazione estesa a una fascia così ampia del personale in servizio nelle due aziende sanitarie. Ma ricorda anche che possono avere avuto un impatto significativo anche «l’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e il lavaggio delle mani».
Un calo di nuovi positivi, nei primi giorni di febbraio, è stato constatato anche a Bologna, sia tra i dipendenti dell’azienda territoriale che tra quelli del Sant’Orsola e del Rizzoli, come ha scritto ieri Repubblica. Intanto il bollettino ha diramato i dati delle vaccinazioni eseguite giovedì scorso: 485, di cui 361 prime dosi (286 agli over 84) e 124 seconde dosi. Il conteggio generale, dal 27 dicembre scorso, ha raggiunto quota 25.851 con 14.755 prime dosi somministrate e 11.096 seconde dosi. —
Gi.Ca.
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