Malore a 32 anni, lo trova morto la fidanzata
ENEMONZO. Carnia in lutto per la scomparsa di Erik Zulianello: un infarto se l’è portato via a soli 32 anni venerdì sera, mentre era a casa a Quinis di Enemonzo. A trovarlo al rientro dal lavoro riverso a terra e privo di sensi, è stata la fidanzata Sara, che ha subito chiamato i soccorsi.
L’ambulanza è giunta rapidissima sul posto, ma a nulla è valso ogni tentativo di rianimare il giovane. La notizia ieri si è diffusa in Carnia lasciando attoniti i tantissimi amici di cui Erik aveva saputo circondarsi in ogni vallata. Nessuno se l’aspettava anche perché il giovane era il ritratto della salute. Era pure donatore di sangue.
Erik era originario di Villa Santina, dove lascia la mamma Nadia, il padre Danilo, la sorella Marzia. I funerali saranno celebrati lunedì alle 11 nella chiesa di Villa Santina. Il rosario sarà recitato stasera alle 18 nella chiesa di Enemonzo. Erik Zulianello, lo descrivono in molti, era energia allo stato puro, una fonte inesauribile di laboriosità e voglia di imparare. Non si era mai fatto scoraggiare dalla difficoltà per i giovani oggi di trovare occupazione, si era dato da fare e aveva sempre trovato lavoro nelle aziende locali.
Da quattro anni lavorava alla cartiera Reno De Medici di Ovaro, dove operava a turno e aveva dimostrato la sua capacità di adattarsi a vari ruoli, passava, a seconda delle esigenze, da carrellista alla taglierina o altro. E i progetti per il futuro scandivano le sue giornate: Erik viveva a Quinis con la sua amata Sara, i due si erano conosciuti 11 anni fa, da 8 convivevano e stavano per comprare casa proprio a Quinis.
«L’ultima volta che ci siamo parlati – racconta Sara – è stata a pranzo ieri (venerdì per chi legge), io poi sono andata a lavorare. Quando sono uscita, era sul divano. Avevamo mangiato assieme e parlato delle cose classiche della giornata, dei lavori futuri da fare».
Il sindaco di Villa Santina, Domenico Giatti, esprime il cordoglio e la vicinanza della sua comunità alla famiglia e alla compagna e descrive Erik come un bravissimo ragazzo conosciuto da tutti. Il giovane nel tempo libero dava spesso una mano anche alla riserva di Caccia di Enemonzo, aveva un cane da traccia di cui era conduttore e lo chiamavano per questo in tutta la Carnia. Se serviva una mano, non esitava ad aiutare. Non si sottraeva mai a lavori di fatica.
Era sempre stato una persona disponibile, lo aveva imparato dalla sua famiglia. Tra le sue passioni la caccia, i cani da traccia (dopo la scomparsa un anno fa di Cora, a cui era molto affezionato e che lo aveva seguito ovunque, al suo fianco ora c’era Ellie, cucciola di 16 mesi), la montagna (specie Arvenis e Lovinzola), l’intaglio del legno, il bosco. Stava imparando a fare il norcino. Carattere da classico carnico, aveva mani d’oro e il cuore in mano.
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