Pordenone a Reggio Calabria con un solo obiettivo: rialzarsi
PORDENONE. Rialzarsi. Dopo la sconfitta in casa contro il Cittadella, la seconda di fila in casa, il Pordenone vuole riprendere a camminare per avvicinarsi ulteriormente alla quota salvezza. Ci prova oggi al Granillo, sul campo di una Reggina reduce da cinque risultati utili di fila. Una squadra in salute, che sta bene, ma i ramarri sono consapevoli di avere i mezzi per fare il colpaccio.
Il loro rendimento in trasferta – 19 punti – è tra i migliori in categoria, la vittoria ottenuta a Ferrara è la più bella del campionato e lontano da Lignano non perdono dallo scorso 12 dicembre quando capitolarono a Pisa: ci sono motivi più che sufficienti per avere fiducia in vista dell’impegno odierno, valido per la ventiquattresima giornata di serie B.
É la trasferta più lunga della stagione, quella di Reggio Calabria. La squadra è partita ieri dall’aeroporto di Ronchi ed è atterrata proprio nel capoluogo calabrese, con la speranza di ripetere le buone partite giocate da quelle parti: a Cosenza, nel 2017, i ramarri guadagnarono le semifinali play-off di serie C; sempre a Cosenza, nel 2019, vinsero per 2-1 in B grazie a una doppietta di Strizzolo. In panchina, in quest’ultimo blitz, sedeva il vice di Attilio Tesser, Mark Strukelj. Sarà così anche oggi, dato che il tecnico di Montebelluna è squalificato.
«Purtroppo ho rimediato due giornate di stop – afferma il tecnico –: ci tenevo a essere al fianco dei ragazzi, ci saranno i miei collaboratori con cui ho preparato la gara. La decisione è quella e non si può tornare indietro. Io comunque non gioco: in campo ci vanno i calciatori e conterà il loro atteggiamento».
Se si escludono le ultime tre partite in casa, il Pordenone non ha quasi mai sbagliato sotto questo profilo. Servirà partire forte oggi, perché la Reggina sta bene pur avendo subìto un pari in rimonta nel derby di lunedì scorso con il Cosenza.
«É un gruppo che ha trovato una quadratura – sottolinea Tesser –: ha un’identità chiara, con il suo 4-2-3-1 ha una mentalità offensiva e pressa molto. In più c’è Menez, un giocatore che ha il colpo che può decidere l’incontro. Noi dobbiamo stare particolarmente attenti a lui, all’avversario e in generale dobbiamo disputare una partita coraggiosa. Da parte nostra – conclude il tecnico – c’è voglia di riscatto e di riprendere il nostro cammino in maniera positiva».
Indisponibili i soliti quattro: Bassoli, Pasa, Calò e Finotto. I primi tre non rientrano prima di marzo, il centravanti, arrivato nel mercato di gennaio in prestito dal Monza, si rivedrà ad aprile. Torna tra i convocati Mallamo, pronto «per qualche minuto», l’indicazione di Tesser. Per quanto riguarda la formazione titolare non ci saranno grandi stravolgimenti: 4-3-1-2 con due ballottaggi, Scavone-Rossetti per il ruolo di mezzala sinistra e Zammarini-Biondi per la posizione di trequartista.
I primi sembrano favoriti. Al centro della difesa torna Barison, con Vogliacco che scala sulla fascia destra. In mezzo al campo si rivede dal 1’ Magnino, il play sarà Misuraca. Davanti la coppia che ha segnato a Ferrara, vale a dire Butic e Ciurria. Pronti a entrare dalla panchina Musiolik e Morra. Vincere oggi significherebbe rimanere al centro della classifica e lontano dalle zone calde: i play-off sono a un passo, è vero, ma il Pordenone preferisce dapprima guardarsi alle spalle anche perché dietro, si è visto ieri, corrono.
