Mamme in lotta per la scuola. «Salviamo quella di Pratissolo»
SCANDIANO. La notizia che la prossima prima elementare non si farà, tra le mamme e i papà di Pratissolo che avevano scelto il plesso della frazione per i propri figli, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Nel giro di pochi giorni, e dopo l’incontro con l’assessore Elisa Davoli, hanno avuto la conferma di essere stati “dirottati” sulla primaria alla Rocca. Ma le famiglie non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Almeno, non prima di averle provate tutte, per la scuola intitolata a Mario Lodi: piccola, è vero, ma non meno ricca di spunti, laboratori, opportunità per gli allievi. Qualcosa, sentono tutti, per cui vale la pena lottare.
I social, come spesso accade, diventano la prima cassa di risonanza: le mamme da qui hanno lanciato un indirizzo email (pratissolononsiferma@gmail.com) per cercare loro altri bambini che potrebbero scegliere di frequentare la scuola di Pratissolo. Perché i 9 che hanno fatto l’iscrizione non bastano: ne servono almeno 15, stando alla normativa nazionale. E le famiglie hanno motivo di credere che ancora un po’ di tempo ci sia, prima che i “giochi” siano fatti.
Ma c’è un punto che sta agitando le mamme di Pratissolo. «È stato davvero fatto tutto il possibile per evitare questa situazione?» chiedono. Già, perché un anno fa di questi tempi lo scenario che si era presentato alle famiglie dei bimbi che sarebbero andati in prima non era così diverso. «Ci avevano detto che c’erano solo 13 iscritti» spiega una mamma, Patrizia Bargi. Allora è stato più facile trovare quei due che servivano. «E poi se ne sono aggiunti da fuori Comune, e oggi sono 18». «Ora ci parlano di calo demografico e ci mettono davanti al fatto compiuto, ma non si poteva fare qualcosa? Da stradario ci sono 25 bambini che avrebbero potuto venire qui, ma probabilmente perché le famiglie hanno bisogno del tempo lungo, e qui c’è solo quello breve (dalle 9 alle 12.30), hanno fatto altre scelte. Non si può, ad esempio, sperimentare il tempo modulare che prevede due rientri pomeridiani e sabati alternati?» chiede Annalisa Zini, il cui figlio andrà in prima.
Insomma, se il problema del calo demografico è una realtà (e di certo non solo scandiandese) con cui i territori devono fare i conti, perché non spendersi per promuovere le piccole scuole, che in una Scandiano non hanno niente da invidiare a quelle del capoluogo, affinché le famiglie le scelgano? «Perché non attivarsi per tempo?» chiedono Giusy Calabrese, Patrizia Bargi e Annalisa Zini, mamme che si sono prese in carico questa battaglia. Le mamme di Pratissolo non vogliono puntare il dito contro nessuno. Ma capire, quello sì, se davvero non sarebbe stato possibile “prevenire” questa situazione, perché sentono come se fosse stata chiusa loro la porta in faccia, a cose fatte.
E chiedono che almeno non ci si arrenda. Potrebbero esserci altre famiglie, scandianesi o anche da fuori Comune, interessate a far frequentare qui la prima ai figli. Di certo loro le stanno cercando. «In un momento in cui stiamo affrontando la pandemia, in cui si parla di classi pollaio, di spazi, non capiamo come possa essere una soluzione spostare i bambini alla Rocca: qui, c’è un giardino grandissimo, i bambini non hanno bisogno di fare i turni per stare fuori...» spiegano. Insomma, un chiaro evidente valore aggiunto. Di una scuola che, ora, si gioca la sua stessa esistenza.
