Spinto in mare rischia di annegare, una ragazza si tuffa e lo salva: "Senza di lei sarei morto. Voglio ringraziarla"
TRIESTE. Dieci giorni di prognosi e sei punti in testa. Ammad Alam Khan, per gli amici Madi, spinto in mare sabato sera dal molo Audace da ignoti, non si capacita di quello che è successo: non sa chi siano i suoi aggressori né perché abbiano agito così.
«Sto malissimo, non so chi mi ha colpito – spiega il 27enne originario del Pakistan -. Mi ricordo solo che ero seduto davanti al mare, parlavo con i miei amici e a un certo punto qualcuno mi ha colpito in testa con una bottiglia di vetro. I miei amici hanno ricevuto solo calci. Sia a me sia a un altro hanno poi rubato i cellulari. Non ho visto però chi erano né ricordo più nulla. Poi mi hanno buttato in acqua». Ma Madi, 87 chili e 1.74 di altezza, non sa nuotare.
È stato provvidenziale l’intervento di una ragazza di 32 anni che, passando per caso di lì, si è tuffata per salvarlo. «Per fortuna mi ha portato fuori dall’acqua - osserva - altrimenti sarei morto. La ringrazio molto». Sul posto erano arrivati poi i Carabinieri, che stanno portando avanti le indagini per identificare gli aggressori – forse quattro ragazzini, fuggiti prima dell’arrivo dei militari - e un’ambulanza, che ha condotto il giovane pakistano a Cattinara, da dove però si è poi allontanato senza farsi visitare.
«Sono andato via - sottolinea - perché avevo tutti i vestiti bagnati e avevo freddo. Sono andato a casa in bus». Poi è tornato in mattinata all'ospedale. Il 27enne è arrivato a Trieste dal Pakistan quattro anni fa. Qui gioca a cricket, ricoprendo il ruolo di capitano della squadra triestina “Trieste United”. Sono arrivati messaggi di solidarietà «per la vile aggressione subita» dalla Federazione Cricket Italiana e da Alessandro Claut, presidente del Trieste United, che ha aiutato Madi appena arrivato a Trieste. «Siccome al momento siamo alla ricerca di un campo, nell’ultimo anno Madi è andato a giocare a Brescia – spiega - ma da qualche settimana era tornato a Trieste. L’ho visto ed era molto provato».
