Botte alla compagna: trentenne condannato a tre anni e mezzo
POGGIO RUSCO. Botte su botte, anche davanti ai figli di lei. Sempre con la solita storia della gelosia, che non corrisponde all’amore, ma si lega a doppio filo con la violenza.
Dopo numerose udienze, il 12 luglio si è concluso il processo a carico di un trentenne di Poggio Rusco (non riveliamo il suo nome solo a tutela della vittima): il collegio dei giudici del tribunale di Mantova ha accolto in pieno le richieste del pubblico ministero Donatella Pianezzi e condannato l’uomo a tre anni e mezzo di carcere per maltrattamenti e lesioni personali.
Gli episodi contestati, che compongono il fascicolo d’accusa, risalgono al novembre e dicembre dello scorso anno. All’ultimo maltrattamento denunciato, fine dicembre, era scattato l’arresto.
Secondo quanto ricostruito anche a processo, l’uomo si era scagliato contro la convivente quarantenne e aveva cominciato a picchiarla in modo violento con schiaffi e pugni in più parti del corpo. La donna aveva cercato di difendersi, riuscendo anche a fuggire e a rifugiarsi nel suo negozio dove si era chiusa a chiave. Da lì, con il cellulare, aveva chiesto aiuto ai carabinieri. In suo soccorso era arrivata, in brevissimo tempo, una pattuglia di Borgo Mantovano. L’aggressore era ancora in casa, particolarmente agitato. Dopo approfonditi accertamenti, i militari, informato della situazione il magistrato di turno, avevano proceduto all’arresto. La donna, invece, finì al pronto soccorso dell’ospedale di Pieve di Coriano dove era stata medicata per le numerose ecchimosi sparse sul corpo, per poi essere dimessa con una prognosi di otto giorni.
