Depuratori, Poggio e Gonzaga nella lista nera dell’Europa
BASSO MANTOVANO.L’Italia ha violato le norme sulla raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue. A dirlo una recente sentenza della Corte Europea che ha chiuso la procedura d’infrazione aperta da Bruxelles contro il nostro Paese nel 2011. La Corte ha ritenuto legittime le doglianze della Ue su circa 600 Comuni italiani, due dei quali, Poggio Rusco e Gonzaga, nella nostra provincia. La sentenza, in pratica, stabilisce il torto dell’Italia, condannandola per inadempimento. A questa sentenza ne dovrà seguire una seconda per stabilire la cifra della multa. Nel 2018, una precedente contenzioso si è chiuso con l’irrogazione di una sanzione di 25 milioni di euro e 30 milioni per ogni ulteriore semestre di ritardo.
Questa ultima vicenda prende le mosse dieci anni fa. Nel mirino dell’Unione Europea, l’inefficienza o l’assenza di sistemi di depurazione in diversi agglomerati, ovvero aree che possono appartenere a diversi Comuni, ma che recapitano in un unico depuratore.
Già dal 1998 l’Unione europea aveva emanato una direttiva per imporre il trattamento delle acque urbane. Nella nostra provincia, come molte altre in Italia, non tutti i comuni risultavano allora collegati a depuratori. Dieci anni dopo la Ue ha chiesto conto dello stato di attuazione della direttiva, mettendo nel mirino 43 comuni sugli allora 70. Tre anni dopo, nel 2011, la lista si era ridotta a 18 comuni nei quali la depurazione non era garantita al 100% degli abitanti.
La nostra provincia non è stata con le mani in mano e l’Ato (l’Ambito territoriale ottimale che coordina gli interventi sul ciclo di depurazione delle acque) ha stabilito un programma a spron battuto invitando i gestori a intervenire nelle situazioni più delicate.
Ma i temi della burocrazia europea e i ritardi nella segnalazione degli adeguamenti nel frattempo intervenuti hanno fatto sì che alla fine due comuni, al termine ultimo stabilito dall’Europa, il 2017, non fossero ancora adeguati.
Si tratta di Gonzaga, che ha completato la costruzione del nuovo depuratore nel 2018, e di Poggio Rusco, che invece ha tagliato il traguardo nel maggio del 2020.
«Non si tratta di problemi legati a malfunzionamenti o inquinamento - sottolinea il sindaco di Poggio Rusco, Fabio Zacchi -. In ogni caso il gestore Aimag ha deciso di investire per potenziare il vecchio depuratore e così adesso siamo a norma».
Il precedente impianto aveva una potenzialità di circa 5.500 abitanti ed era più vicino al centro abitato. Il nuovo depuratore, che serve anche l’abitato di San Giovanni del Dosso, ha invece potenzialità di 8.500 abitanti, ampiamente in grado di coprire i residenti allacciati. L’investimento complessivo ha sfiorato i 3 milioni di euro.
Discorso analogo per Gonzaga, dove l’impianto sempre da 8.500 abitanti, a servizio dei 7.700 residenti, è costato oltre 5 milioni, compreso il costo del collegamento alle frazioni. Resta il rebus della multa. Chi la dovrà pagare?
«L’Italia ha fatto sapere che sarà a carico delle Regioni - spiega l’ingegner Francesco Peri, direttore dell’Ato di Mantova - e a sua volta la Regione ha detto che il compito spetta alle Ato. Al momento non è stabilita una cifra, che sarà oggetto di una prossima sentenza. Nella quale, dimostrando che siamo a norma sia a Poggio che a Gonzaga, probabilmente non vedremo irrogate sanzioni».
