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Январь
2022

Coronavirus, rischio zona arancione per la Toscana: due parametri su tre superati. Il piano per evitarla

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FIRENZE. La Toscana “schiva” (per ora) la zona arancione perché ha ancora 402 posti liberi per pazienti Covid in area medica. Ma già la Regione lavora per alleggerire la pressione ospedaliera, trasferendo i positivi asintomatici in reparti di cure intermedie e, dove possibile, in alberghi sanitari. Così prova a restare zona gialla non solo il 17 gennaio, ma anche il 24. Tutto dipenderà, appunto, dal tasso di occupazione dei posti letto: dal numero di persone ricoverate negli ospedali nei prossimi sette giorni e se quella soglia – 402 letti reparti Covid ordinari – sarà superata o meno. Due parametri su tre per scivolare in zona arancione (e far scattare varie restrizioni) sono già stati raggiunti: il tasso di occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva è al 22,1 % (la soglia non di allarme è fissata al 20%). E l’incidenza settimanale dei contagi (stabilita a 150 ogni 100mila abitanti) è stata oltrepassata. Quindi c’è da contenere il tasso di occupazione dell’area medica per pazienti Covid: oggi è al 23,6 % e non deve superare la soglia del 30 %: è questo, al momento, l’ultimo baluardo contro il passaggio della Toscana da zona gialla ad arancione.

Con le Regioni che, ora, chiedono al governo la possibilità di non considerare più nel bollettino quotidiano i pazienti positivi asintomatici entrati in ospedale per motivi diversi dal Covid (pur restando il principio di separazione dei percorsi e di sicurezza dei ricoverati in ospedale). In sostanza la proposta è di tracciare come “caso” il paziente che ha contratto il coronavirus, ma di non conteggiarlo tra i ricoverati dell’area medica Covid in modo da provare a tenere sotto controllo almeno uno dei tre parametri. «La Toscana non rischia il passaggio in zona arancione perché i ricoveri in area medica sono sotto la soglia del 30 % – commenta il presidente Eugenio Giani – E al di là delle decisioni che saranno prese a livello nazionale, siamo già al lavoro per alleggerire i reparti ordinari degli ospedali toscani, trasferendo i pazienti positivi asintomatici nei reparti di cure intermedie o, se possibile, anche negli alberghi sanitari».

L’obiettivo è evitare il passaggio in zona arancione dove le restrizioni sarebbero ben più pesanti rispetto a ora. Prima di tutto tornerebbe il coprifuoco: dalle 22 alle 5 del mattino non è possibile lasciare la propria abitazione se non per motivi di lavoro, salute o di estrema necessità. Scattano anche i limiti agli spostamenti: è possibile muoversi liberamente solo nel proprio comune. Ogni altro spostamento è vietato, a meno di ragioni di necessità, salute e lavoro (ma con obbligo di autocertificazione) . E solo chi è dotato di Green pass rafforzato può ignorare le restrizioni ed entrare e uscire dalle zone arancioni. Nei giorni festivi o prefestivi, infine, solo chi ha il Super green pass può accedere a negozi o centri commerciali. «Dobbiamo essere ottimisti perché i primi cinque giorni di questa settimana sono lo specchio di una diminuzione del 15-20 % dei positivi rispetto al 4 gennaio, giorno in cui si è registrato il picco della pandemia – prosegue Giani – . I dati di ieri registrano 24 decessi, ma dimostrano che c’è un evidente segno di superamento della fase acuta: sono 11.859 i nuovi casi. Abbiamo imboccato la strada per una diminuzione dei contagi. Spero di poter dire che coi vaccini che stiamo somministrando abbiamo posto un argine al virus».

«Fino a domenica scorsa abbiamo avuto 12 settimane di crescita con il boom dei primi di gennaio, quando la maggior parte dei toscani si è sentita libera di fare quello che voleva con assembramenti ovunque durante le vacanze natalizie – conclude Giani – . Ora, in quest’ultima settimana, sembra esserci una leggera discesa. E quando il virus ha imboccato la discesa, almeno nelle ondate precedenti, nelle cinque-sei settimane successive il ritmo è rimasto sempre lo stesso. Spero che anche questa volta sia così e che prosegua la minore accentuazione delle ospedalizzazioni rispetto ai giorni scorsi. Noi continueremo a lavorare in questa direzione».

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