La Lombardia resta in zona gialla. Maga: “Picco raggiunto, aspettiamo la discesa”
Silvio Puccio/ pavia
La Lombardia non cambia colore. Questo il risultato del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, che ne conferma la permanenza in zona gialla anche per la settimana del 17 gennaio. Lo annuncia il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che afferma: «Sulla base dei numeri esaminati la Lombardia rimarrà gialla anche la prossima settimana. Uno dei parametri è ancora al di sotto del limite».
Uno su tre
Il riferimento è ai posti letto nei reparti di terapia intensiva, quelli che assistono i pazienti più gravi. Se gli ospedalizzati in area medica hanno già numeri da cambio colore, i ricoverati in terapia intensiva non hanno superato il 20 per cento: la soglia che giustifica il passaggio in arancione.
Contare i casi
Fontana torna sulla richiesta avanzata dalle Regioni: differenziare nel conteggio dei casi i pazienti che entrano in ospedale a causa del Covid da quelli che, ricoverati per altre patologie, risultano positivi durante i controlli pre-ammissione. «Bisogna distinguere tra chi si trova in ospedale per il Covid e chi è ricoverato per altre patologie, riscontrando poi la presenza del virus». La proposta delle Regioni è quella di conteggiare solo i posti letto occupati da pazienti infetti (e sintomatici) ai fini del calcolo per il cambio di colore, non considerando i ricoverati per altre patologie risultati positivi durante la degenza.
Secondo Fontana, si tratta di una proposta «avanzata per una questione di trasparenza. È evidente che esiste una differenza tra chi entra in ospedale per una patologia che dipende dal Covid, e quindi deve essere considerato malato di Covid, e chi entra in ospedale perché ha avuto un incidente stradale, o deve essere operato di ernia, di appendicite e in quell’occasione si riscontra anche la presenza del virus. Sono due fattispecie che io ritengo debbano essere distinte».
Il ministero della Salute ha replicato che «Non c'è alcun atto formale» di modifica dei parametri. Tuttavia, è allo studio la possibilità di segnalare a parte i ricoverati asintomatici in ospedale per altre patologie e i positivi al virus che hanno bisogno di cure. Mantenendo entrambi nel bollettino.
Ipotesi respinte
Bocciata l’ipotesi di non conteggiare più i positivi asintomatici nell’aggiornamento, che rimane quotidiano. Al di là dei motivi politici, secondo l’esperto la differenziazione tra i soggetti può avere dei vantaggi: «Quando un paziente giunge in ospedale da positivo deve essere in ogni caso isolato, per evitare eventuali contagi». Lo spiega Raffaele Bruno, primario di Malattie infettive al policlinico San Matteo di Pavia. Che aggiunge: «Conteggiare i pazienti ricoverati per Covid e con Covid è un aspetto amministrativo e non medico. Cambiare il metodo di raccolta dati ci permetterebbe, in questa fase vaccinale, di calcolare meglio la letalità e la mortalità dovuta al Covid o alle altre patologie, in soggetti in cui l’infezione è un fatto accidentale e la morte non è dovuta al virus».
Il virologo Maga
«I modelli ci dicono che i casi stanno arrivando a un picco, raggiungendo il famoso plateau. Il momento, cioè, in cui la curva dei contagi smette di crescere, e si stabilizza per qualche settimana prima di cominciare a scendere». Lo spiega Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. Le due settimane appena trascorse sono state caratterizzate dal picco massimo di contagi mai raggiunto in provincia. Quasi 15 mila casi nel periodo tra il 4 e l’11 gennaio: il totale più alto di sempre da inizio pandemia. Negli ultimi sette giorni si è registrata una stabilizzazione delle nuove infezioni, che hanno smesso di crescere. «È un periodo che può durare qualche settimana, prima che cominci la discesa».
Un dato, quello dei positivi, che l’esperto ritiene importante monitorare. Anche nel caso degli asintomatici ricoverati per altre patologie: «I dati devono comunque essere raccolti. Danno una misura più precisa della circolazione del virus tra la popolazione. Non mi addentro sulle conseguenze che hanno in merito ai colori delle regioni. Dal punto di vista epidemiologico, rimangono il parametro più importante». Diverso il tema dell’occupazione ospedaliera, causata da pazienti Covid e pazienti positivi ricoverati per altre patologie: «Si tratta di soggetti - prosegue Maga - che richiedono differenti attenzioni da parte dei medici. Ma entrambi costituiscono un carico sull’ospedale. Scorporare i pazienti positivi ma asintomatici negli ospedali richiede un ripensamento della gestione dei reparti. Specie per quei casi asintomatici che, nel corso del ricovero, possono peggiorare» —
