Il cuore di Trieste batte per Robert: già raccolti oltre seimila euro e domenica la fiaccolata
TRIESTE. Le donazioni in favore della famiglia di Robert Trajkovich si stanno moltiplicando in tutta la città. Le raccolte di fondi coinvolgono i clienti di bar e negozi e risultano ora promosse tra colleghi d’ufficio e pure nei reparti ospedalieri.
Solo al Bar G di San Giacomo, il primo dove si è deciso di lanciare una colletta per la famiglia del ragazzo ucciso in via Rittmeyer, la raccolta ha già superato i seimila euro.
E domenica 16 gennaio, intanto, è in programma una fiaccolata in ricordo del diciassettenne. La partenza è prevista per le 18 proprio da Campo San Giacomo.
L’iniziativa porterà i partecipanti verso via dell’Istria e largo Pestalozzi, prima del rientro conclusivo nello stesso Campo San Giacomo. Alla fine della fiaccolata, dal sagrato della chiesa, verranno liberati in aria dei palloncini.
La tragica scomparsa di Robert, strangolato nella serata del 7 gennaio in un sottoscala, ha toccato dunque le corde più profonde del cuore dei triestini.
«Stanno arrivando persone da ogni rione per poter dare anche un piccolo contributo – ammette la titolare del Bar G Cinzia Batich, che conosceva Robert fin da piccolo – e tutti testimoniano quanto questa morte atroce li abbia toccati».
Il rione di Valmaura, dove viveva il ragazzo, anche attraverso la parrocchia si è stretto a propria volta intorno alla famiglia, e molti dei residenti hanno raggiunto il bar di San Giacomo per contribuire alla raccolta fondi.
«Dei seimila euro raccolti al Bar G – precisa Maddalena, madre di un fraterno amico di Robert e organizzatrice dell’iniziativa – tremila erano già stati consegnati nei giorni scorsi ai genitori, mentre venerdì 14 abbiamo consegnato il rimanente».
Ma «la raccolta continua e man mano che le donazioni arriveranno le trasferiremo alla famiglia».
Ha contribuito a questa raccolta anche il personale del Pronto soccorso di Cattinara e quello della sezione triestina della Sogit. Maddalena ha visto crescere Robert.
«Era di casa – ricorda – e appresa la notizia della sua morte, dopo averlo comunicato ai miei figli, mi sono sentita in dovere di dare un aiuto a quella famiglia distrutta dal dolore, affinché non dovesse fare i conti anche con delle difficoltà economiche».
A mobilitarsi è stato anche il rione di Servola, dove si stanno raccogliendo ulteriori donazioni tra Pane Quotidiano, Latteria Claudia e Roby Abbiglimento. Allo stesso scopo si sono attivati i titolari della Cucina De Sora Bea di via Lorenzetti, mentre la famiglia di Robert ha messo a disposizione pure un conto PostePay.
Per l’omicidio resta in carcere il ventunenne Alì Kashim, difeso dai legali Luca Maria Ferrucci e Deborh Berton.
Il magistrato titolare dell’indagine, Lucia Baldovin, ha già conferito al medico legale Fulvio Costantinides e al medico radiologo Fabio Cavalli l’incarico di effettuare l’autopsia
