L’alabarda e i due tricolori esposti sul balcone del municipio il 30 aprile del ‘45 sono custoditi in via Ciamician
TRIESTE. Erano le 5.20 del 30 aprile 1945 quando il podestà di Trieste, avvocato Cesare Pagnini, dispone che due bandiere tricolori e una alabardata vengano esposte verticalmente sul balcone della facciata centrale del Municipio, quello collegato con l’aula consiliare.
Nel corso di quella mattinata primaverile il Cln (Comitato di liberazione nazionale) insorge contro i reparti tedeschi. Ma in città ci sono anche le truppe jugoslave, che occupano il Municipio e stracciano i tricolori issati sui pennoni: si salvano le tre bandiere di Pagnini, perchè vengono sottratte al rio destino dal segretario del podestà, Mario Bessi.
Il quale, calmatesi le acque, riconsegnerà i vessilli a Pagnini. Quei due tricolori e quell’alabardata sopravvissuti vennero conservati dall’ex podestà nel suo archivio-biblioteca, che, parecchi anni dopo la scomparsa avvenuta nel 1989, fu acquisito dal libraio-editore Simone Volpato, titolare di “Drogheria 28” in via Ciamician.
La triplice testimonianza tessile del periodo più drammatico della contemporaneità triestina fu confezionata - nelle giornate antecedenti l’insurrezione - dalla sorella di Pagnini, Amelia D’Urso, che mise insieme lacerti di vecchie bandiere e nuove stoffe per ricavare tricolori privi dello stemma sabaudo, le cui misure erano/sono: cm 76x140.
Sono tuttora ripiegati e conservati, insieme all’alabarda, in una busta di velluto bordeaux, accompagnate da un autografo di Pagnini recante la scritta «tre bandiere di Trieste poste sul Municipio il 30 aprile 1945 - Trieste 18.8.1988».
E da un ritaglio del “Meridiano”, datato 25 aprile 1985, intitolato “Erano bandiere italiane”, anch’esso firmato da Pagnini, che confermava l’imbandieramento.
Quando Volpato scorse questa atipica documentazione trale carte Pagnini, chiese consulenza ad Antonio Trampus, storico modernista, oggi direttore di dipartimento nella veneziana Ca’ F oscari.
E lo studioso, che aveva aiutato Pagnini nella sistemazione della biblioteca, gli spiegò la curiosa vicenda delle tre bandiere.
Volpato mette in vendita tricolori e alabarda al prezzo complessivo di 2.500 euro. In considerazione della loro particolarità, auspica che una telefonata possa pervenirgli dai Civici musei, in maniera tale che al Risorgimento o al De Enriquez possano trovare la sede più adatta.
Pagnini è una figura controversa nel panorama storico della Trieste novecentesca. Combattè nell’esercito austro-ungarico ma passò informazioni a quello italiano, fu avvocato e dirigente sindacale, nell’autunno ’43 assunse la carica potestarile fino alla primavera ’45.
Processato dalla Corte straordinaria d’assise per collaborazionismo, venne assolto perchè i fatti attribuitigli non costituivano reato.—
