Tra disdette e corse al taglio, l’estetica si prepara al debutto del Green pass
TRIESTE. Dalla pioggia di disdette alla corsa al taglio: nella settimana che precede l’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per tutti i clienti di saloni estetici e parrucchieri, il mondo della bellezza si prepara alla novità.
Un debutto assoluto per un settore che, fino ad oggi, è rimasto fuori dalle sempre più stringenti misure legate all’uso del certificato verde.
Ma, appunto, dal prossimo giovedì, 20 gennaio, si cambia: per usufruire di massaggi, pedicure e messa in piega si dovrà essere in possesso del Green pass base (non rafforzato), cioè essere vaccinati o guariti dal Covid 19, oppure disporre di un tampone negativo.
Una novità affatto irrilevante, tanto che, da Trieste a Gorizia e Monfalcone, gli addetti ai lavori in diversi casi già sono alle prese con disdette oppure richieste di anticipare appuntamenti, già programmati, prima che scatti l’obbligo.
La situazione non è uguale ovunque, anzi, è molto diversificata, a macchia di leopardo, e la sensazione è che le realtà più piccole e meno centrali siano quelle più spaventate per la possibile perdita di clienti come effetto delle nuove regole, con il timore che i non vaccinati alla fine optino per l’estetica “casalinga”, in nero, piuttosto che aggiungere i 15 euro per il tampone al costo dei trattamenti.
La pensa così, ad esempio, Barbara Criti, titolare di Acconciature Lo Zodiaco, a San Giacomo, che spiega di aver già notato un calo degli incassi in questi giorni e teme un’ulteriore discesa del 10%.
«Parecchie clienti mi hanno chiesto di anticipare l’appuntamento prima del 20 gennaio, perché poi non sanno se continueranno a venire - spiega - e il mio timore è che qualcuno finisca per farsi fare i capelli a casa, in nero.
Ovviamente è un problema, dopo due anni di difficoltà e una riduzione generale di clienti, anche vaccinate, che escono meno per paura del Covid».
Anche Antonietta Pecoraro, titolare del salone Eden di Monfalcone racconta dell’anomala settimana che sta vivendo: «Sembra quella prima di Natale - dice -. Ho un boom di richieste perché in tanti vogliono venire prima di giovedì.
Però sono preoccupata per come andrà dopo: le cancellazioni di quanti non sono vaccinati e non vorranno sottoporsi al tampone si sommeranno ai molti casi di positività e quarantene. È difficile, la perdita economica per noi ci sarà sicuramente».
Tornando a Trieste, anche al Salone Tiffany in via delle Settefontane si parla di settimana di «lavoro molto intenso, più del solito», ma si rimanda ai prossimi giorni per una valutazione complessiva.
Come detto, però, la fotografia è variegata. C’è anche chi, come Giovanna Di Gennaro, responsabile del salone Futura, e Fatima Labrahimi del barber shop Marrakech, affermano di non aver registrato per ora alcuna anomalia, come al Caddy Barber Shop di via Giulia.
In molti casi, però, sembra prevalere la via di mezzo: stragrande maggioranza di clienti vaccinati o regolarmente “tamponati” e solo qualche richiesta di anticipare gli appuntamenti prima del 20 gennaio. Succede ad esempio allo Studio N.1 di via Genova, come spiega una dei titolari, Alessandra Zancolich.
«Abbiamo ricevuto due o tre richieste in tal senso, quindi non prevedo grandi scossoni, anzi, credo sia una scelta utile in questa fase dura della pandemia, ma ovviamente ogni realtà vive una situazione diversa».
Posizione simile a quella dell’Hair Studio di Gorizia («poche cancellazioni e le clienti sono molto contente delle nuove regole») e al salone Mai fidarsi del barbiere in Cittavecchia, come conferma il titolare Tommaso Fornasari.
«Il 90% dei clienti è vaccinato, per ora solo pochissime richieste di anticipare».
Nel mondo dell’estetica la situazione è altrettanto sfumata. Se ad esempio Cristina Postaru, di Aphrodite in via Coronero, sostiene che il lavoro in questi giorni per lei non sia cambiato, come Raffaella Rebech di Desiderionails (che non si dichiara preoccupata, ma ricorda che «il controllo del pass potrà essere un ulteriore aggravio nelle realtà con maggiore afflusso di clienti»), da Beauty and Shine in via Ginnastica l’umore non è dei migliori.
«Le regole si rispettano e basta - spiegano - ma una fetta di clienti la perderemo. Le telefonate di disdetta sono già arrivate e me le aspettavo.
Non è un buon momento, gli incassi sono diminuiti, complice anche la calma dopo le feste, ma questa ulteriore restrizione non aiuterà in termini economici».
Kevin Baldè, titolare di Estetique B&B in via Roma spiega di aver ricevuto «più che altro telefonate dai clienti che ci domandano se sarà sufficiente il tampone o meno.
Le disdette sono poche, ma le prevedo nei prossimi giorni: la nostra clientela è molto ampia e da noi vengono anche alcuni clienti non vaccinati, a volte anziani, per la pedicure curativa, e non so quali scelte faranno ora.
Di certo c’è il rischio che, tra chi non vuole immunizzarsi, qualcuno decida di farsi fare i trattamenti a casa».
