Zona arancione evitata per 15 posti letto: un abitante su sei in regione ha avuto il Covid
TRIESTE. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia, regione da 1 milione e 200 mila abitanti, un residente su sei ha contratto il coronavirus.
Nel bollettino di giornata la somma dei casi ha infatti superato – venerdì 14 gennaio – quota 200 mila contagi, con un incremento rapidissimo nelle ultime settimane: dal giorno di Natale si sono contati poco meno di 52 mila casi.
È evidentemente l’effetto della contagiosissima variante Omicron. Con conseguenze inevitabili anche sugli ospedali, vista l’ampia platea dei positivi (attualmente 45 mila).
I tassi di occupazione nelle strutture sono al limite della zona arancione, ma mancano ancora 15 pazienti per il superamento della soglia nei reparti ordinari e dunque, pure la prossima settimana, la regione resterà in zona gialla.
I 100 mila contagi in Fvg erano stati toccati il 7 aprile dell’anno scorso, a tredici mesi dall’inizio della pandemia. Ce ne sono voluti altri nove per salire a 200 mila 559, il dato comunicato ieri con i 4 mila 584 casi delle ultime 24 ore, la somma dei 1.769 emersi da 19 mila 526 tamponi molecolari (l’indice di positività è del 15,2%) e dei 2 mila 815 da test rapidi antigenico (su 19 mila 526, 14,4%).
La Regione informa anche della diffusione per fasce d’età: quella più colpita è la 0-19 anni (19,2%), seguita da 50-59 (18,2%), 40-49 anni (17%), 30-39 (15,3%), 20-29 (13,9%), 60-69 (8,8%), 70-79 (5,2%), 80-89 (2,1%), 90 e oltre (0,4%).
Nel dettaglio dei territori, i contagiati sono sin qui 83 mila 681 in provincia di Udine (+2 mila 234), 46 mila 531 a Trieste (+707), 44 mila 572 a Pordenone (+1.192), 22 mila 731 a Gorizia (+385), mentre 3 mila 44 riguardano cittadini di fuori regione.
Dopo un paio di mesi in cui la diffusione del virus ha interessato molto più la Venezia Giulia del Friuli, la situazione si sta invertendo in questa fase. Negli ultimi sette giorni il 70% delle positività è stato rilevato nelle province di Udine e Pordenone.
Non a caso Pordenone segnava – venerdì – un’incidenza settimanale di 2 mila 392 ogni 100 mila abitanti, Udine seguiva con 2 mila 181, quindi Trieste con 2 mila 112 e Gorizia con 1.841.
L’incidenza regionale è invece di 2 mila 223, valore altissimo rispetto al tetto di 50 sotto il quale, a lungo, il Fvg è rimasto in zona bianca.
Se uno dei tre parametri utilizzati per definire i colori delle regioni, e le conseguenti restrizioni (ormai solo per i non vaccinati), è dunque ampiamente sforato, risultano determinanti i numeri dei ricoveri.
In Terapia intensiva sono assistiti 44 pazienti, per un tasso di occupazione del 25%, nelle aree mediche se ne aggiungono altri 369 (quasi il 29% dei posti letto a disposizione).
Concretamente, il Fvg rimane in zona gialla perché, superato il 20% nelle Intensive, rimane ancora sotto al 30%, di soli 15 posti letto, nei reparti per malati in condizioni non gravi.
Da domenica scorsa l’aumento nelle Intensive è stato di sette pazienti, quello nelle aree mediche di 24. Se nei prossimi giorni si proseguirà con questo trend, l’arancione diventerà però inevitabile a partire da lunedì 24 gennaio.
Il momento decisivo sarà il monitoraggio dell’Iss in programma giovedì 20 gennaio.
In quello trasmesso due giorni fa alla task force regionale si evidenzia un Rt, l’indice di contagio, in netto rialzo: da 1,04 a 1,61 (contro l’1,56 nazionale). Salgono anche i nuovi focolai (da 1.071 a 1.170) e i focolai attivi (da 2 mila 334 a 2 mila 647).
Nonostante la vaccinazione (Asugi informa di aver reclutato nella campagna 290 medici specializzandi da marzo a ottobre 2021), è comunque difficile dunque contenere un virus che continua a contagiare non poco anche il servizio sanitario e il sistema delle case di riposo.
Nel bollettino di venerdì le positività nel Ssr sono 66 (32 nell’Azienda Friuli Centrale, 23 nella Giuliano Isontina, sei nella Friuli Occidentale, tre al Burlo e due al Cro), quelle nelle residenze per anziani 57 (16 ospiti, 41 operatori). Rimane grave il bilancio delle vittime.
Ne sono state registrate 12, di cui cinque in provincia di Udine, quattro a Pordenone, due a Trieste e una nell’Isontino. Il totale è di 4 mila 324 decessi: 2 mila 113 a Udine, 1.049 a Trieste, 804 a Pordenone e 358 a Gorizia.
