Federfarma scrive alla Regione: «In farmacia ci mandano gente con i sintomi Covid: non è possibile»
UDINE. Federfarma scrive alla Regione invitandola a comunicare ai medici di medicina generale di non indirizzare nelle farmacie i pazienti con febbre, raffreddore, mal di gola e problemi respiratori.
Il protocollo nazionale siglato dal sindacato dei farmacisti e riproposto anche in Friuli Venezia Giulia non lo prevede.
«Il protocollo dice chiaramente che con i sintomi Covid non si entra in farmacia. Certamente in questo momento è un problema, ma dobbiamo rispettare le regole per garantire un livello di sicurezza all’attività che altrimenti, con un livello di rischio troppo elevato, rischierebbe di chiudere», spiega il presidente regionale di Federfarma, Luca Degrassi, secondo il quale «stanno arrivando molte segnalazioni di medici che mandano i pazienti con sintomi a fare i tamponi antigenici rapidi in farmacia».
Il problema non è banale anche perché i cittadini non sanno davvero come comportarsi visto che nei centri tamponi pubblici, molto spesso, non trovano posto e quindi non possono prenotare.
È altrettanto vero che chi si presenta in farmacia deve autodichiarare di non avere sintomi riconducibili al Covid, ma è evidente che questa prassi viene fatta quasi in automatico.
«È chiaro che se vedo un leggero raffreddore non mi fermo — chiarisce Degrassi —, ma i medici non possono mandare i farmacia i pazienti sintomatici, mi rendo conto delle loro difficoltà e per questo ho chiesto alla Regione di fare chiarezza».
Degrassi insiste su questo punto ricordando che i farmacisti stanno già dando una grossa mano al monitoraggio del contagio. Lo confermano i 19.192 tamponi antigenici rapidi effettuati solo lunedì scorso con 2.278 positivi rilevati.
«Stiamo facendo più della metà della rilevazione giornaliera dei positivi della regione. Dobbiamo rispettare le regole, nel momento in cui un collega dovesse contrarre un contagio tale da dover chiudere la farmacia ne risentirebbe anche l’attività di monitoraggio. Sono danni che dobbiamo prevenire, il protocollo serve per proteggere il sistema».
Il presidente di Federfarma lo ribadisce non senza invitare le persone a «non sentirsi abbandonate, noi – ripete – stiamo dando la possibilità alle Aziende sanitarie di vedere i sintomatici.
Dobbiamo poter continuare a fare il nostro lavoro in sicurezza. Lavoriamo tutti i giorni, compresi sabato e domenica, per mettere a punto tecniche e modalità e per rendere questa attività ancora più utile».
Chiariti i termini del protocollo sui test rapidi, Federfarma soddisfatto dell’accordo raggiunto con la Regione sui tamponi di fine quarantena e fine isolamento.
«Una volta inseriti nel sistema informatico regionale – assicura Degrassi –, i risultati dei tamponi fatti in farmacia, automaticamente, produrranno il certificato di guarigione.
La Regione sta automatizzando anche l’emissione del certificato di malattia, la nuova procedura informatica dovrebbe scattare dalla prossima settimana.
Il risultato del tampone negati produrrà, automaticamente, il certificato di fine isolamento che verrà trasmesso in tempo reale al medico curante».
Allo stesso modo, i farmacisti hanno raggiunto l’accordo per fare i test rapidi gratuiti agli studenti delle scuole medie e superiori, in questo caso saranno rimborsati dal Servizio sanitario nazionale come avviene per i farmaci
