Vaccino ai figli, la madre trascina il padre in tribunale
REGGIO EMILIA. Mamma e papà – non separati, ma evidentemente su barricate opposte – l’una contro l’altro armati. La contesa sul vaccino anti Covid-19 ai figli minori è finita in tribunale.
È l’ultima frontiera giudiziaria di questi folli tempi pandemici che, oltre a dividere la società, è in grado di spaccare anche le famiglie, specialmente se i due genitori non sono d’accordo sulla somministrazione del vaccino ai figli minorenni.
Ad avere torto è stata la mamma no vax: il giudice ha attribuito «al padre il potere di decidere da solo e senza il consenso della madre in ordine alla somministrazione del vaccino anti Covid ai figli minori», mentre la “parte resistente” (cioè la mamma) è stata condannata «alla rifusione delle spese di lite».
La sentenza, depositata in cancelleria l’11 ottobre 2021 dal tribunale della Prima Sezione Civile di Parma, riguarda una coppia sposata (lui reggiano), con due figli, gemelli di 14 anni.
Questi ultimi – abbastanza grandi per poter dire la loro – hanno espresso la volontà di sottoporsi al vaccino. Mentre il padre «si è da sempre mostrato favorevole, effettuando egli stesso la vaccinazione in questione», la madre si è messa di traverso, rifiutandosi «di prestare il necessario consenso per i figli».
Il giudice civile ha preliminarmente affrontato la questione della competenza, posta da una memoria difensiva della madre; nessun «difetto di giurisdizione», il Tribunale dei Minorenni non c’entra.
«Dopo aver sentito le parti, si è proceduto all’ascolto dei minori»: i gemelli hanno ribadito di volersi vaccinare, si suppone per poter uscire liberamente con gli amici. La madre «ha depositato i certificati del medico di famiglia in cui si attesta che entrambi i minori godono di buono stato di salute» e che quindi «non vi sono controindicaizoni specifiche». Una questione di principio.
Assodato come «entrambi i genitori abbiano la responsabilità genitoriale, la quale deve essere esercitata di comune accordo» e che spetta «al tribunale ordinario dirimere le con troversie aventi a oggetto il contrasto tra genitori su questioni di particolare importanza, quale la salute», la sentenza arriva alla seguente conclusione.
La posizione della madre no vax «poggia su concezioni personali suffragate da teorie diffuse da pochi soggetti, che si pongono al di fuori della comunità scientifica e in contrasto con gli approdi della scienza medica nazionale e internazionale». Considerando che la comunità scientifica è concorde nel ritenere che «i vaccini hanno una elevata efficacia, con benefici superiori ai rischi»; considerando che il non vaccinarsi può avere «ripercussioni negative sulla vita sociale, educativa e formativa», il giudice ha autorizzato «il padre, quale genitore più idoneo a garantire l’interesse della prole, ad assumere da solo la decisione sul vaccino».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
