Scuola, giorni difficili in Canavese tra l’aumento dei contagi e classi divise dalla Dad
IVREA. Quella che si è conclusa venerdì è la prima di una serie di settimane difficili per la scuola. Ne sono convinti dirigenti, insegnanti e studenti che lunedì scorso hanno varcato i cancelli dei loro istituti dopo le festività ai tempi di Omicron.
Le indicazioni di mantenere le finestre aperte, portare le mascherine in classe ed effettuare test preventivi prima del rientro sui banchi si scontrano con una realtà spesso ben diversa, dove molti docenti e alunni sono in quarantena o dove i dispositivi di sicurezza non sono sempre sufficienti. Le mascherine Ffp2, per esempio, in molte scuole del Canavese, se non tutte, sono bel lontane dall’arrivare. Per non parlare dell’ultima circolare del ministero della Salute di non sempre facile comprensione e con una casistica davvero ampia. Su tutto il quotidiano aumento dei contagi tra gli studenti.
Katia Milano, dirigente scolastica dell’istituto superiore Martinetti di Caluso, non nasconde di certo le criticità che di giorno in giorno le si presentano davanti. Qui la percentuale dei positivi tra gli alunni si aggira sul 5% (poco più di 50 su 1.083 iscritti), ma risalgono a contagi durante le vacanze natalizie. «Per fortuna al momento non abbiamo classi interamente in Dad, ma singoli ragazzi in quarantena o in isolamento spiega Milano-. Per quanto riguarda i docenti e il personale Ata abbiamo un totale di quattro assenze, del tutto gestibili. Al momento riusciamo a supplire le assenze e a portare avanti le nostre attività». Tre le classi in autosorveglianza al Martinetti con gli alunni vaccinati in classe ma con obbligo di indossare la mascherina Ffp2. «Su questo aspetto - conclude la dirigente di Caluso - mi aspetto che il ministero ci fornisca quanto prima le mascherine Ffp2, evitando gli errori commessi in passato. Abbiamo ancora scatoloni pieni di mascherine chirurgiche inutilizzabili perché di dubbia qualità».
Alberto Focilla, dirigente dell’Istituto superiore Moro di Rivarolo Canavese (1.270 studenti) è tra coloro che si batteranno fine alla fine affinché le scuole restino aperte. «Non possiamo però nasconderci che la situazione si fa, giorno dopo giorno, sempre più complicata - argomenta il dirigente -. Il tracciamento dei ragazzi è di fatto impossibile con questi numeri. Come si fa a distinguere chi si è contagiato a scuola, sui bus o al bar, solo per fare un esempio. Il nostri telefoni continuano a squillare: sono genitori che ci comunicano nuovi contagi in famiglia».
E se al momento la situazione regge con l’assenza di classi totalmente in Dad, non così sarà domani. «Guardi mentre parliamo leggo gli aggiornamenti sui nuovi positivi tra gli alunni - aggiunge Focilla - e non posso escludere che già da oggi avremo classi, due o forse anche tre, con tre alunni positivi. Questo significa mettere l’intera classe in didattica a distanza. Gestibile al momento le assenze tra docenti e personale Ata: meno di 10 su 170».
Antonietta Mastrocinque, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Castellamonte (1.200 studenti) racconta di come una sessantina di studenti in classe non siamo proprio rientrati dopo le vacanze di Natale. «Si tratta di ragazzi positivi, in isolamento o in quarantena - spiega la dirigente -. A oggi abbiamo una classe della primaria con un solo positivo e quindi in autosorveglianza e una classe delle medie con due positivi, e quindi divisa tra quelli in Dad perché non vaccinati o che non hanno completato il ciclo, e quelli in presenza. Le assenze tra documenti e personale Ata ammontano a sei e non creano grossi problemi». —
