Dall’Argentina a Rivarolo, Diego e Karina hanno seguito la fede
RIVAROLO CANAVESE. Sono partiti da lontano perché una voce dentro di loro, la voce di Dio, li ha esortati a venire in Italia per aiutare gli altri e fare i primi passi per prendere parte alle missioni in Africa. Diego e Karina Castro, 50 e 46 anni, con tre dei loro cinque figli, sono partiti da Cordoba, in Argentina, per contribuire alla storia religiosa dell’Italia. «L’Italia dovrebbe essere il paese più cristiano al mondo, ma tanti principi e valori si sono persi lungo la strada» commentano Diego e Karina, affiatati dopo trent’anni di matrimonio e complici in questo percorso.
Tutto è cominciato nel 2010 per la famiglia di Diego Castro, appartenente alla chiesa cristiana evangelica ed ora parte del gruppo missionario Sabaoth: «Nel 2010 ho sentito forte dentro di me la volontà di aiutare i bambini dell’Africa. Ero stanco di vedere immagini di sofferenza e ogni venerdì, quando ci incontravamo per i consueti momenti di preghiera, la volontà di fare qualcosa di più per le persone si faceva ancora più forte – racconta Castro – Ad un certo punto ho sentito nitida la chiamata di Dio, che mi invitava ad andare in Italia, perché per me sarebbe stata la base di appoggio per poter dare una mano in Africa». Una scelta difficile da compiere per un padre di famiglia. Era tutto un’incognita, ma la fede e l’amore hanno guidato la famiglia Castro. A dare una mano alla famiglia ci ha pensato anche la comunità argentina rivarolese. «Quando siamo arrivati, anche se non ci conoscevano, i nostri compaesani ci hanno subito accolti ed aiutati, anche nel trovare un lavoro. Con quanto guadagnato abbiamo fatto il primo acquisto: una macchina, perché era impossibile spostarsi tra i vari paesi con i mezzi pubblici. Una volta inseriti abbiamo conosciuto anche gli altri movimenti religiosi della zona, fino ad arrivare a Sabaoth, che ha circa 50 missioni in Italia e altrettante all’estero», dice Diego.
A questo punto l’attività spirituale ha preso il via: due volte al mese, infatti, il gruppo si riunisce in preghiera, per leggere le sacre scritture e riscoprire i valori cristiani, fino ad arrivare ai primi contatti con la realtà poverissima e in balia dei potenti del mondo del Burkina Faso, dove Diego Castro si è recato già due volte come missionario. «La prima riunione a Rivarolo l’abbiamo fatta al Castello Malgrà, poi ne sono venute tante altre, a cui partecipano persone di tutte le confessioni. Vogliamo colmare un vuoto, dare un segnale di speranza, far capire che bisogna dimenticare di valere per quello che si ha, ma credere di valere per chi si è e cercare di costruire un mondo migliore che parta da ognuno di noi. Dio ci ha indicato la strada, lo fa con tutti, poi sta a noi decidere se seguirla. Noi siamo arrivati fin qui e lo rifaremmo ancora»,conclude la coppia.
