Mansuè dà l’addio all’imprenditore Narciso Bertacchini
MANSUÈ. Muore una figura storica per Mansuè. Narciso Bertacchini, 91 anni, è mancato giovedì sera. I funerali sono fissati per sabato nella chiesa di San Mansueto, con inizio alle 15. Lascia nel dolore la moglie Cecilia Isola, la figlia Roberta e altri parenti. Operaio, imprenditore, consigliere comunale, benefattore e infine cavaliere della Repubblica: Narciso Bertacchini nella vita è stato tutto questo e molto altro.
Nato e cresciuto a Mansuè, da ragazzo tenta la carriera universitaria; ma si sposa presto con l’amata Cecilia e assieme vanno a vivere a Torino, dove lui fa l’operaio. Il sogno della moglie, dopo qualche anno, era però di tornare “a vedere i Pra’ de Gai”, un detto degli emigranti provenienti da queste parti e affetti da nostalgia.
Narciso accumula un po’ di risparmi e assieme all’amico e socio Lunardelli fonda il Mobilificio BL. , nel 1963, oggi non più operativo. Nel momento di maggiore lavoro nella sede di via Portobuffolè, l’azienda aveva una pianta organica di almeno 80 operai. Assieme poi fondarono anche l’Europeo a Cessalto, poi le strade si divisero: Lunardelli rimase nel comune cessaltese, Bertacchini a Mansuè.
Sempre affiancato dalla moglie, Narciso fa nascere la sagra di Mansuè assieme all’ex sindaco Bruno Moro e alle Officine Ometto; poi aiuta a costruire una porzione nuova dell’asilo. Negli anni ’80 divenne presidente di Veneto Banca e qualche anno più tardi tenta di diventare sindaco, venendo però sconfitto e finendo all’opposizione in consiglio comunale.
Una quindicina di anni fa sono cominciati i primi problemi di salute. «Mio padre», ricorda la figlia Roberta, «era affetto da una parziale sordità che lo portò alla depressione. Venne infine colpito da emorragia cerebrale e negli ultimi tempi da demenza senile. Si è spento a poco a poco. Lasciando però, di sé, tanti ricordi». Se ne va un uomo buono, e un imprenditore onesto.
