Addio all’imprenditore Mirco Molinaro, è stato uno dei protagonisti della ricostruzione dopo il terremoto
SAN DANIELE. È stato un protagonista della ricostruzione friulana nel post terremoto. Mirco Molinaro, fondatore dell’omonima impresa di manufatti in cemento, è morto a 78 anni. Si è sentito male nella propria abitazione venerdì mattina: trasportato all’ospedale di San Daniele è spirato poco dopo.
L’intraprendenza e la capacità di vedere lontano, abbinate a un animo generoso e a un forte radicamento al proprio territorio hanno segnato il temperamento di Mirco Molinaro sin dalla giovane età.
Nacque in una famiglia di agricoltori il 26 marzo del 1943 a Cimano, quando la frazione ricadeva sotto la giurisdizione del Comune di Majano. Il padre Ruffino e la madre Lucia crebbero i figli Lia e Mirco coltivando un pezzo di terra e facendo tanti sacrifici in un Friuli attanagliato dalla miseria. Erano animati da coraggio e inventiva i due fratelli che, giovanissimi, avviarono un bar.
In quegli anni Mirco conobbe Ilca Andreutti, aveva tre anni meno di lui e gli faceva battere forte il cuore. Fu quell’incontro a sparigliare le carte della sua vita: se la sposò nel 1964 e subito arrivò la prima figlia Daniela, cui si aggiunsero Nadia, Meri e, da ultimo, Michele, figli cui molti anni dopo avrebbe passato il testimone della sua azienda la “Molinaro manufatti srl”. La storia della Molinaro cominciò oltre mezzo secolo fa, quando il 18enne Mirco con tanti progetti in testa e pochi soldi in tasca, decise di intraprendere un’attività tutta sua, scontentando il padre Ruffino che lo immaginava agricoltore.
Fu lo zio paterno, Nelo ex emigrante, a credere nel suo sogno e ad affidargli il libretto con alcuni risparmi. Con quel modesto gruzzolo, Mirco Molinaro acquistò le attrezzature e avviò la prima produzione di blocchi, con la moglie Ilca sempre al suo fianco. Quel sogno divenne una realtà che non vacillò con le scosse del terremoto del ’76. Quando gli ispettori vennero al suo stabilimento per verificare l’ammontare dei danni, li congedò: «Date quei soldi a chi non ha da mangiare» disse, e raddoppiò la produzione fornendo i materiali sui quali case, fabbriche e scuole friulane si rimisero in piedi. Spesso i clienti si presentavano a mani vuote dicendo: «Mi serve materiale, ma non posso pagarti subito».
Lui rispondeva che avrebbe aspettato e mandava avanti le consegne. Quello che è successo dopo è il frutto di sacrifici e di scelte azzeccate che hanno portato l’azienda a raddoppiare le unità produttive con l’apertura della sede a Pozzuolo nel 2000. La produzione della Molinaro da familiare è diventata industriale. Nel frattempo i figli hanno affiancato Mirco Molinaro, dividendosi fra lo stabilimento di Pozzuolo e la sede operativa di Cimano. Dai blocchi di cemento grezzo, la produzione oggi si è ampliata a numerose tipologie di prodotto.
Nel 2001, in occasione del 25° anniversario del terremoto, quale titolare dell’azienda segnalata per il dinamismo imprenditoriale, fu premiato dalla Camera di Commercio per l’impegno profuso durante la ricostruzione.
Quella di Mirco Molinaro è un’esistenza che ha lasciato una profonda impronta anche per il sostegno alla comunità, come quando si adoperò per la costruzione della chiesa e mise a disposizione gratuitamente il materiale necessario. «Lavoratore instancabile e uomo di saldi principi – ricorda la figlia Daniela – ci ha trasmesso valori che hanno illuminato la nostra esistenza». Una luce che si è spenta a poche ore di distanza da quella del suo fraterno amico Cornelio D’Agosto, l’imprenditore di Moruzzo che da poco gli aveva fatto visita.
I funerali saranno celebrati martedì 18 gennaioalle 15 nella chiesa di Cimano mentre lunedì 17 gennaio, alle 19, si reciterà il rosario.
