Muore Giuseppe Giambra, costruttore del famigerato ecomostro di Ponsacco
PONSACCO. È morto all’ospedale di Prato Giuseppe Giambra, 64 anni, ex imprenditore di origini siciliane e residente da tempo a Prato, noto a Ponsacco per essere stato il proprietario dell’immobile di via Rospicciano dove finirono a vivere diverse famiglie sgomberate dai campi rom di Cascina e Pisa. L’uomo, che era coinvolto nell’ambito dell’indagine “Bancomat” della Guardia di Finanza, ha avuto un attacco cardiaco mentre era in ospedale. Aveva contratto il Covid. Giambra aveva avuto un infarto qualche tempo prima, ma sembrava si fosse ripreso.
Il palazzo di via Rospicciano, chiamato con un infelice neologismo giornalistico “il Palarom” o Maialone rosa, oppure l’ecomostro, è stata una ferita difficile da curare per il territorio.
Un tormentone su cui sono state scritte migliaia di pagine di inchieste penali e contenziosi amministrativi e che coinvolse la politica locale, con querele da parte dell’imprenditore siciliano anche alla sindaca Francesca Brogi (per diffamazione: fu condannata ma rivendicò le sue parole «a tutela dei ponsacchini») e anche all’ex sindaco Alessandro Ciccarelli e ai tecnici comunali per abuso d’ufficio (furono tutti assolti).
L’imprenditore siciliano era accusato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione e di bancarotta post-fallimentare, fatti commessi nella qualità di legale rappresentante della Futura Immobiliare Srl fallita il 30 giugno 2017.
Il palazzo è rimasto ancora un problema, con molte persone che occupano abusivamente le case e nessuna amministrazione che è mai riuscita a recuperare del tutto l’area.
I funerali di Giambra si terranno oggi a Prato nella chiesa di Galcetello.
