«Covid, Comune inerte di fronte ai tanti disagi»
Le scelte del Comune di Ferrara sull’emergenza Covid fanno discutere, tanto che ill gruppo di opposizione Azione Civica ha protocollato una mozione per chiedere che i temi all’ordine del giorno della Conferenza territoriale socio sanitaria e la relativa documentazione siano presentati preventivamente in Consiglio comunale. Peraltro, sottolinea la consigliera Roberta Fusari (Ac), da regolamento per il funzionamento della Conferenza è compito della stessa Ctss promuovere la partecipazione dei consigli comunali alla definizione dei piani attuativi locali e quella dei cittadini e degli utenti alla valutazione dei servizi sanitari. Solo così, spiega, «i cittadini potranno essere davvero informati e partecipi delle scelte sulle politiche sanitarie e il rappresentante del Comune in Ctss (sindaco o assessore) avrà pieno mandato per esprimere un voto». A monte dell’atto, che sarà discusso nel prossimo Consiglio, c’è il «silenzio istituzionale e il ruolo politico non agito del sindaco di Ferrara di fronte ai tanti disagi vissuti da cittadini e operatori sanitari in relazione all’emergenza Covid», dice Ac.
Il gruppo elenca le criticità nella gestione dei rapporti fra cittadini e Asl, il dedalo di regole da rispettare, fra decreti e indicazioni governative, le difficoltà dei tracciamenti che hanno tempi di risposta lunghi, le incombenze delle farmacie. Ci sono anche le risorse che mancano e «l’astensione del Comune di Ferrara sul voto al bilancio in disavanzo di 12 milioni delle due aziende sanitarie: viene meno così il ruolo politico del sindaco e presidente della Ctss, che ha cavalcato l’argomento sanità solo in campagna elettorale», dice Mauro Manfredini (Ac). «C’è una mancanza di iniziativa politica nell’affrontare problemi come anche le liste d’attesa per le visite specialistiche», aggiunge Marisa Tassinati Cardilla.
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