Ovadia al teatro Barattoni «Non sono uno “yes man” e rifletto sull’umanità»
Moni Ovadia, attore, regista e drammaturgo, nonché direttore generale del Teatro Comunale Abbado di Ferrara, apre ufficialmente questa sera alle 21 la nuova stagione del teatro Barattoni di Ostellato (via Garibaldi). L’artista porta sotto i riflettori “Carta bianca per Moni Ovadia”, un monologo tra memoria e riflessione che lascia ampio spazio all’improvvisazione.
«Mi concentrerà sull’espropriazione del senso dell’umanità della nostra epoca e parlando a braccio – spiega Ovadia alla Nuova – stimolo il pubblico a riflettere». Poi aggiunge: «La vita viene proposta solo come consumo, non come relazioni ed affetti. Questa esigenza di riflettere sul senso dell’umanità, la avverto da tempo, da ben prima della pandemia, il Covid-19 mi ha stimolato a riflessioni ulteriori». Con lui, che ha fatto delle battaglie per i diritti e per la pace uno stile di vita, si alza il sipario sulla sesta edizione della rassegna teatrale ostellatese, diretta da Massimiliano Venturi, già direttore artistico di Comacchio a Teatro e che, da quest’anno, dirigerà anche la stagione invernale al De Micheli di Copparo. Da spirito libero, contro corrente, Moni Ovadia, bulgaro di nascita e milanese d’adozione, sottolinea: «Sono sempre stato contrario allo stile dello “yes man” e di questi tempi mi trovo in compagnia piuttosto limitata. Sono sempre stato dalla parte delle minoranze, che poi sono quelle che hanno cambiato il mondo. Cito l’esempio delle Suffragette: erano minoranze – osserva –, che hanno innescato un processo per il diritto al voto delle donne, un processo per i diritti che deve ancora compiersi sino in fondo». Da ebreo ha preso le distanze da Israele «quando hanno scelto la via delle armi e della potenza». Tra i progetti futuri di Ovadia c’è in cantiere proprio un film. «Lo girerò da esordiente a quasi 76 anni - dice -. Le riprese cominceranno a fine febbraio, la sceneggiatura non è mia, mi è stata proposta da un produttore siciliano ed è di una trentenne. Bisogna dare fiducia e futuro a questi giovani». Le riprese saranno girate tra Roma ed il Sud, «verosimilmente a Catanzaro, perché c’è la processione della Naca, che significa culla». Il progetto cinematografico resta ancora top secret, intanto si alza il sipario su “Carta bianca per MOni Ovaida”. Per info e biglietti: www.sipariostellato.it.
Katia Romagnoli
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