Covid, il bollettino del 21 febbraio: 24.408 nuovi casi e 201 morti. Indice di positività al 10,5%
Come ogni lunedì, per effetto del minor numero di tamponi e dei ritardi delle notifiche calano anche questa volta i contagi in Italia che da 42.081 passano a 24.408 con i tasso di positività che perde otto decimali e scende al 10,5%. Salgono però da 141 a 201 i decessi mentre se nelle terapie intensive ci sono 6 ricoverati in meno, nei reparti di medicina se ne contano 91 in più.
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Calano da 4.303 a 1.804 i contagi in Lombardia, dove i morti sono 37 rispetto ai 29 di ieri e nove i ricoverati in meno nelle terapie intensive. Numeri in controtendenza in Piemonte, dove i casi risalgono da 1.519 a 2.047 pur con lo stesso numero di tamponi, mentre i morti sono 8, il doppio di ieri. In Liguria i contagi scendono da 983 a 601 e c’è un ricoverato in meno nelle terapie intensive. Netto calo da 3.805 a 1.800 dei contagi oggi in Veneto dove si contano anche 12 morti, due più di ieri e tre ricoverati in più nelle terapie intensive.
In Alto Adige i contagi scendono da 460 a 328 mentre resta invariato il numero di ricoverati in terapia intensiva. In Emilia Romagna casi in discesa da 2.942 a 2.111 mentre i morti sono 13, due meno di ieri. Ma risalgono i ricoveri, 5 in più nelle terapie intensive. I nuovi casi Covid registrati in Toscana nelle 24 ore sono 1.316 su 11.630 test. Il tasso dei nuovi positivi è 11,32%. Rispetto al rilevamento precedente, i nuovi casi sono in diminuzione in valore assoluto (erano stati 2.665) ma con meno della metà dei tamponi effettuai (ieri erano stati considerati 25.626 esami totali di cui 9.263 tamponi molecolari e 16.363 test rapidi), pertanto il rapporto tra nuovi positivi e tamponi risale di quasi un punto percentuale (ieri era stato di 10,40%).
Sono 3.121 i contagi oggi nel Lazio, 1.796 meno di ieri. A Roma i nuovi positivi sono1.746. Sono 24 i decessi, 13 più di ieri. Risalgono anche i ricoveri, 42 in più nei reparti di medicina e uno nelle terapie intensive. Contagi stabili in Calabria, dove da 1.226 passano a 1.217 mentre si contano altri 6 morti, uno più di ieri. Sono due i ricoverati in più nelle terapie intensive.
Tutte le regioni e province autonome salvo 5 (Lombardia, Molise, Pa Trento, Valle d'Aosta, Veneto) sono oltre la soglia del 15% dei posti letto di area medica (o non critica) occupati da pazienti con Covid-19. Le soglie di allerta per l'occupazione dei posti letto per pazienti Covid sono fissate appunto al 10% per le terapie intensive e al 15% per i reparti di area medica.
Nel dettaglio, nell'arco di 24 ore, secondo il monitoraggio quotidiano dell'Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali, la percentuale di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti con Covid-19 cresce in Calabria (al 13%) e Liguria (12%), mentre cala in 7 regioni: Friuli Venezia Giulia (11%), Lombardia (8%), Marche (12%), Sardegna (13%), Toscana (10%), Umbria (8%), Valle d'Aosta (12%). Il tasso è, invece, stabile in 12 regioni: Abruzzo (al 9%), Basilicata (1%), Campania (7%), Emilia Romagna (11%), Lazio (16%), Molise (10%), Pa Bolzano (3%), Pa Trento (7%), Piemonte (8%), Puglia (11%), Sicilia (12%) e Veneto (5%).
Per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto nei reparti di area medica (o `non critica´) da parte di pazienti con Covid-19, a livello giornaliero, la percentuale cresce in 6 regioni: Abruzzo (al 32%), Basilicata (28%), Pa Bolzano (con +3 arriva al 17%), Piemonte (19%), Umbria (27%), Valle d'Aosta (15%). Mentre scende in 3: Campania (25%), Marche (26%), Molise (con -3, cala al 15%). Il tasso è stabile, infine, in 12 regioni: Calabria (30%), Emilia Romagna (19%), Friuli Venezia Giulia (26%), Lazio (26%), Liguria (26%), Lombardia (13%), Pa Trento (15%), Puglia (25%), Sardegna (23%), Sicilia (31%), Toscana (19%) e Veneto (13%).
«Per ciò che riguarda la quarta dose di vaccino anti Covid stiamo per dare le disposizioni attuative perché con il ministero della Salute e le Regioni stiamo ben individuando le platee. Ovviamente sarà abbastanza estensiva» per le categorie fragili, e «la mia indicazione è quella che partiremo il primo marzo, quindi sicuramente continueremo a tenere l'organizzazione che c'è ora in atto». Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, a margine di una visita all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Per la fine di questa settimana arriverà il vaccino Novavax, ne riceveremo poco più di un milione di dosi che saranno subito distribuite a tutte le regioni e province autonome. Poi arriveranno ancora un altro paio di milioni di dosi nel mese di marzo. Per cui ci sarà possibilità anche di utilizzo di questo ulteriore vaccino», ha proseguito il commissario straordinario per l'emergenza Covid.
Sulle vaccinazioni anti Covid «noi oggi abbiamo, con ciclo completo, l'89% dei cittadini italiani, quindi oltre 48 milioni. Se pensiamo a prima dose e guariti, siamo quasi al 94%, quindi quasi 51 milioni. Dobbiamo continuare a vaccinare sperando che ci siano ancora persone esitanti che abbiano compreso, finalmente, l'importanza del vaccino». Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, a margine di una visita all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
«Abbiamo delle dosi di vaccino stivate per ogni eventualità-ha aggiunto- poi dopo il 31 marzo, quando passeremo la mano, ci sono tutte le interlocuzioni con il ministero della Salute per lasciare un pacchetto pronto. Oggi cadono i due anni dal primo caso e non dobbiamo dimenticarcene, è facile fare le cicale ma quando vengono i tempi duri dobbiamo aver messo del grano da parte. Guai a non aver fatto lezione di questo periodo. Naturalmente speriamo che non accada nulla».
