Le liste civiche bocciano la terna di nomi del Pd a Gorizia
GORIZIA. Non c’è (ancora) una bocciatura, perché gli equilibri e i confronti in vista delle urne impongono prudenza, ma poco ci manca. La terna di nomi buoni per la candidatura a sindaco di Gorizia da opporre a Rodolfo Ziberna e al centrodestra messa in campo dal Partito democratico (Alessandro Maran, Laura Fasiolo e Vincenzo Compagnone) non scalda i cuori e non accende gli entusiasmi di quelli che dovrebbero o potrebbero essere gli alleati in seno a una coalizione oggi tutt’altro che definita.
La distanza sembra più netta, e non si sa quanto colmabile, con le civiche di sinistra e centrosinistra, mentre più possibilista potrebbe essere il Movimento 5 Stelle, pronto comunque a sua volta a sottoporre agli alleati un proprio candidato. «In questo momento non posso parlare a nome di tutto il movimento, faremo le nostre analisi e ci confronteremo con il Partito democratico – dice il consigliere comunale del M5S, Giancarlo Maraz –. I nomi proposti sono tutti buoni, ma a fare la differenza può essere la capacità di qualcuno di andare oltre gli schieramenti, e trovare un gradimento più trasversale. In tal senso è chiaro che Maran sarebbe la candidatura più autorevole. Siamo convinti che riusciremo a trovare una quadra, senza arrivare a conflitti».
Come detto di tenore differente sono invece le reazioni tra le fila delle civiche di centrosinistra, non convinte al momento né dalla sostanza né, soprattutto, dalla forma delle proposte avanzate dal Pd. «Mi sento di stare con quanto espresso dal direttore del Piccolo Omar Monestier: serviva più coraggio – dice Andrea Picco del Forum, con le stesse parole scelte peraltro anche da Silvano Gaggioli di Gorizia c’è –. Non nego che i nomi proposti non ci entusiasmino più di tanto, anche se dovremo ovviamente parlarne, e farlo a breve. Prima di tutto, però, il Pd deve chiarire qual è la sua idea di coalizione, prima del nome bisogna capire in che campo si vuol stare».
Non è un mistero che una possibile apertura del Pd al centro non sarebbe gradita dalle civiche. «Candidare due nomi che hanno già detto di voler fare un passo indietro non mi sembra una grande scelta – osserva Gaggioli –. Per quanto mi riguarda, pur con il massimo rispetto per Maran, Fasiolo e Compagnone, tutte persone validissime, credo ci sia una certa distanza tra le proposte del Pd e le nostre idee». Rosy Tucci di Gorizia è tua, poi, sposta lo sguardo sul metodo: «È il metodo del Pd che non convince, al di là dei nomi, e in questo senso non ci sono passi avanti – spiega –. Non è questo il modo di trovare la convergenza, per scegliere un candidato piuttosto di un altro dobbiamo avere dei motivi, dei criteri. Quali sono quelli con i quali sono stati indicati questi tre nomi? È sui punti e sui programmi che va costruita una coalizione».
Alla finestra c’è pure Azione, che da tempo ha in corso un dialogo con il Pd ma che non si limita a prendere atto delle candidature dem: «Proposte legittime, ma che metteremo a confronto con le nostre, che presenteremo nei tempi e nei modi giusti, senza uscite mediatiche avventate – sottolinea Salvatore Iovinello –. Il candidato dovrà aggregare, essere inclusivo e tenere conto delle sensibilità di tutta l’eventuale coalizione». —
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