Savino: «Forza Italia sostiene Cisint a Monfalcone: nostra lista con tanto di simbolo»
MONFALCONE. Non sono mai certezze granitiche. Il bello della politica è proprio questo, che in un attimo tutto si rimescola, tutto si smussa, tutto si ribalta. Il no assoluto, l’imperativo categorico, non esiste e anche l’acerrimo nemico può rivelarsi, al momento utile, il più prezioso degli alleati. Così va il mondo e Monfalcone non fa eccezione: l’ineluttabilità di quel «Forza Italia mai con Cisint» o giù di lì proferito da Giuseppe Nicoli allo scadere del fatidico ultimatum di Ferragosto 2021 sei mesi dopo, per bocca della coordinatrice regionale Sandra Savino, è sconfessata. E diventa: «Il partito sosterrà la candidatura di Anna Cisint, si presenterà al voto con una propria lista e con proprio simbolo». Alleati senza se e senza ma. Amen.
Ubi maior minor cessat, la politica segue le sue gerarchie. E il segretario regionale, in ogni movimento, ha l’ultima parola su tutti. Certo, dopo una consultazione, un confronto interno, una risoluzione collegiale. Finanche un contraddittorio ruvido, se necessario. E dunque «Forza Italia sostiene la Cisint». Perché «questo sindaco – afferma Savino – per quanto mi riguarda ha fatto bene a Monfalcone». «È una donna che s’impone – arringa –, indubbiamente di carattere. Ma che cerca di fare il bene della sua comunità». È probabile che presto, quando la sindaca farà l’annuncio in pompa magna, a marzo, FI sia presente. Infatti Forza Italia concretamente si attiverà, come ogni campagna che si rispetti, scomodando i propri big e catapultandoli in città, esattamente come fu già nel 2016. Qualche nome? «Ci saranno i big nazionali, lo confermo – replica la coordinatrice regionale azzurra –: non abbiamo ancora deciso, dipenderà dagli argomenti e temi trattati. Da Bernini a Ronzulli, passando per Mulé». Insomma, quanto era nell’aria da qualche giorno è ufficiale: l’alleanza stretta in Regione con il governo Fedriga («e pure a livello nazionale», puntualizza Savino) sarà fotocopiata alle prossime amministrative di primavera.
Occhei. Ma il convitato di pietra della partita elettorale? Nicoli che fa? Nicoli, che aveva giurato e spergiurato – dopo la defenestrazione dalla maggioranza e i motivi più volte elencati su queste colonne che ormai risalgono alla notte dei tempi della prima metà del mandato Cisint – di non avere più niente da spartire con Anna, Nicoli che dice? Ieri, la sua parola non è pervenuta. Il telefonino ha squillato per due giorni a vuoto. Poi uno stringatissimo messaggino: per parlare del partito «Savino o Riccardi». Qualcosa è cambiato. Lontani i tempi della loquacità, quando nell’afa agostana scandiva: «Al voto del 2022 andremo con una candidatura alternativa alla maggioranza». E, più a briglia sciolta, così motivava: «Con questa maggioranza non ci sono più spiragli da cogliere per i prossimi 5 anni di governo, bensì molte zone d’ombra che non si riescono a illuminare, per questo faremo scelte conseguenti».
Eppure Giuseppe Nicoli, a Monfalcone, è Forza Italia. Un berlusconiano della prima ora, uno che della coerenza politica, aborrendo salti della quaglia, ha fatto virtù. Nemmeno i vertici hanno capito che farà. Si metterà nella lista del partito, lui che fino a prova contraria ne è il reggente provinciale, come nulla fosse? O, più probabile, si asterrà? E se invece, come ventilato in passato, ne proporrà una autonoma? Allora rischierà l’espulsione?
Un rebus. E che la situazione si sia fatta intricata lo attestano anche indiscrezioni politiche. Una di queste dava per imminente l’entra in campo a livello provinciale del gradese Roberto Marin. Del tutto smentita, però, dalla coordinatrice regionale: «Non è vero niente. Nicoli è il coordinatore isontino».
Che Savino detti la linea è accettabile. Ma che si cerchi un rimpiazzo, no. Sarebbe il terremoto, non solo a Monfalcone. —
