Montecchio , «L’impianto agrivoltaico non compromette l’ambiente»
MONTECCHIO. «Il recupero delle cave dismesse porterà alla nascita di una importante opera di ripristino ambientale a incremento della biodiversità e lascerà alla natura il tempo per riprendersi i suoi spazi. Il progetto prevede la messa a dimora di un numero elevato di piante e porterà ad un recupero complessivo di circa 400 ettari di terreno destinati ad habitat boschivo e naturalistico». Così il sindaco di Montecchio Fausto Torelli interviene nel dibattito sull’ex cava Spalletti.
Nei giorni scorsi abbiamo scritto che in una parte dell’area verrà realizzata una grande area fotovoltaica. L’azienda proprietaria del terreno, Emiliana Conglomerati, costruirà anche una strada di collegamento tra le provinciali Montecchio-Sant’Ilario e Montecchio-Calerno, che diverrà la tangenziale Nord di Montecchio.
Secondo il progetto, gli impianti fotovoltaici consentiranno l’uso agricolo dell’ex cava (dal momento che i pannelli saranno posti in alto).
Il comitato di Calerno “Orgoglio Margheritino” ha criticato questa scelta. «Un’area così verde non va rovinata – dicono i componenti del comitato –. Costruire una strada in un luogo che ormai da anni è diventato punto di riferimento a livello naturalistico e paesaggistico non solo per Calerno, ma per tutta la zona della Val d’Enza, è qualcosa di avventato. Non solo si andrebbe completamente a stravolgere un ambiente che pian piano, nonostante i lavori dell’uomo, si sta riprendendo, ma si corre il rischio di distruggere e perdere per sempre quell’oasi naturale che oramai per tantissimi cittadini di Calerno, Sant’Ilario e Montecchio la zona della cava rappresenta».
Il sindaco Torelli replica alle critiche. «Il progetto agrivoltaico non modifica le dimensioni dell’area ambientale, che verrà ripristinata. La recente variazione approvata nel consiglio comunale di gennaio semplicemente sposta le aree oggetto di intervento senza cambiarne la natura e le dimensioni. L’impianto, che consentirà un risparmio elevato di CO2 e di altri fattori inquinanti, verrà realizzato in altezza, per garantire l’utilizzo agricolo del suolo. I pali verranno piantati nel terreno, senza cemento, per garantire al termine del periodo di produzione (30 anni) il recupero del terreno». Il sindaco Torelli precisa poi i contorni dell’operazione di recupero. «Si tratta di un’area vasta di oltre 850 ettari (pari a oltre 1.400 campi da calcio) che in gran parte, oltre il 75%, era utilizzata come prato o seminativi e il 12% circa a vigneto. È importante sottolineare come il nuovo impianto di produzione elettrica coprirà una zona complessivamente pari al 10% di questo vasto territorio. Sull’ambiente ci sarà un recupero naturalistico con habitat acquatico e boschivo; un recupero agro-bio-naturalistico con arbusti arborei autoctoni; un recupero agricolo anche in questo caso con arbusti prevalentemente autoctoni. Il progetto prevede quindi la messa a dimora di un numero elevato di piante e porterà ad un recupero complessivo di circa 400 ettari di terreno destinati ad habitat boschivo e naturalistico che consentiranno anche uno sviluppo faunistico importante in un’area protetta di dimensioni del tutto rilevanti».
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