La telefonata al 112 dopo aver ucciso la moglie a coltellate: «Venite, c’è un ferito, la porta è aperta»
CODROIPO. «Venite al 5 di via delle Acacie, c’è un ferito, la porta è aperta». Clic. È stata una brevissima telefonata che diceva più o meno così e che è arrivata al 112 mercoledì 15 giugno, verso le 2, ad annunciare l’ennesima tragedia familiare, l’ennesimo femminicidio, stavolta a Codroipo dove Elisabetta Molaro, 40 anni, assicuratrice e madre di due figlie, è stata uccisa a coltellate, decine di fendenti che l’hanno raggiunta a collo e torace.
A chiamare i soccorritori è stato, secondo i primi accertamenti fatti dai carabinieri, il marito della donna, Paolo Castellani, 44 anni, magazziniere, che ora si trova in carcere a Belluno con l’accusa di omicidio.
NELLA VILLETTA
Una villetta bifamiliare, immersa nel verde, a due passi dal campo sportivo e dalla zona delle Risorgive è il luogo in cui è avvenuto un delitto terribile che distrugge vite e famiglie.
Nel cuore della notte arrivano gli operatori del 118 e i carabinieri. All’interno ci sono macchie di sangue che “portano” verso una camera. Il corpo di Elisabetta Molaro è riverso sul pavimento e presenta ferite gravissime. I sanitari non possono far altro che richiedere l’intervento della guardia medica per la constatazione del decesso.
LE RICERCHE
I carabinieri – sul posto il personale del Radiomobile di Udine insieme ai colleghi della stazione del paese – si mettono alla ricerca del marito che si era allontanato a bordo di una delle auto di famiglia, una Ford poi individuata nella vicina via Molini.
In quella stessa zona, a circa quattro chilometri dall’abitazione, è stato poi rintracciato l’uomo che era in stato confusionale e presentava tagli superficiali sul corpo.
È stato lui stesso a indicare agli investigatori in che punto del fiume Stella aveva gettato il coltello (della lunghezza di 27 centimetri), poi recuperato dai militari con l’aiuto dei vigili del fuoco volontari di Codroipo.
LE INDAGINI
Gli accertamenti effettuati dai carabinieri hanno consentito di acquisire «gravi indizi di colpevolezza» – si legge in una nota diffusa dal Comando provinciale dell’Arma – e hanno fatto scattare l’arresto in flagranza.
Successivamente, il pm Claudia Finocchiaro, alla presenza dell’avvocato difensore, ha interrogato il 44enne che «ha confessato la propria responsabilità e ricostruito in maniera dettagliata i momenti precedenti e successivi all’evento».
Il medico legale Lorenzo Desinan ha effettuato l’ispezione cadaverica, esame che ha evidenziato i numerosi colpi.
IL MOVENTE
Resta da chiarire il movente e, su questo punto, le indagini sono in pieno svolgimento. I primi testimoni hanno riferito agli investigatori di un momento di crisi che, ultimamente, la coppia stava attraversando. Un periodo di difficoltà che, però, mai avrebbe potuto far ipotizzare un tale epilogo.
I VICINI
Scuotono la testa i vicini. Allargano le braccia di fronte alle domande dei cronisti. Uno di loro si commuove mentre richiama alla mente un’immagine delle figlie che corrono incontro alla loro mamma e, tra le lacrime, racconta il profondo turbamento che la morte di Elisabetta Molaro ha portato in tutta la comunità.
IL PROCURATORE
«Il fenomeno del femminicidio – ha spiegato il procuratore capo Massimo Lia – è diventato gravissimo in tutto il Paese e anche nelle nostre zone dove purtroppo negli ultimi due anni si registra un notevole aumento dei reati connessi (per esempio violenze domestiche, maltrattamenti, stalking) che sono aumentati del 40 per cento tra 2020 e 2021.
E la tendenza per l’anno in corso è altrettanto preoccupante. Sembra una crescita inarrestabile ed è quindi necessario uno sforzo collettivo non solo di forze dell’ordine e magistratura sul versante preventivo e repressivo, ma della società tutta affinché si riesca, in una collaborazione tra enti e istituzioni, a cambiare la cultura alla base di tali azioni».
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