In Fvg la sanità post Covid rafforza il territorio con risorse per 57 milioni di euro
TRIESTE Ci sono 34,2 milioni per le Case della comunità, 4 milioni per le Centrali operative territoriali e altri 18,7 milioni per gli Ospedali di comunità. Un totale di 57 milioni di euro resi disponibili nell’ambito del Pnrr (missione 6) e che serviranno a tradurre le indicazioni del Programma regionale dell’assistenza territoriale. Le indicazioni per la sanità post Covid, quella che dovrà essere pronta, più pronta, a gestire un’altra eventuale emergenza epocale, aprono le “Linee annuali per la gestione del Servizio sanitario regionale per il 2023”, presentate dal vicepresidente Riccardo Riccardi e approvate in via preliminare dalla giunta Fedriga e ora all’esame del Consiglio delle Autonomie locali.
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La programmazione
Il documento serve a fornire gli indirizzi per la programmazione del Ssr sulla base delle priorità che la Regione pone nella sua funzione direzionale. Quest’anno si tratta anche di avviare la partita del Pnrr, che mette a disposizione 200 milioni, di cui la metà di provenienza statale, risorse da spendere entro il 2026. In primo piano c’è appunto la “nuova” assistenza territoriale, una riorganizzazione che mira a contenere quanto possibile l’assalto ai Pronto soccorso. Si parte dalle Case della comunità, luogo fisico in cui garantire una presenza continuativa medica e infermieristica, al quale si potrà accedere per bisogni sanitari e socio sanitari, una risposta appropriata per chi oggi si reca al Pronto soccorso quando non sarebbe necessario. Il target per la Regione Friuli Venezia Giulia ne prevede 23, di cui 19 hub (aperte sette giorni su sette, il Decreto ministeriale 77 parla di h24) e 4 spoke (sei giorni su sette, h12). In area Asugi se ne conteranno 7: 5 hub (2 da edificare, 3 da ristrutturare) e 2 spoke (da ristrutturare). Quindi 11 in AsuFc (10 hub, 1 spoke) e 5 in AsFo (4 hub, 1 spoke). I tempi? Entro fine 2025 si dovrà «implementare appieno il modello organizzativo prefigurato nel Dm 77».
Le 12 centrali operative
Il Pnrr missione 6 detta poi l’impegno per 12 Centrali operative territoriali (da far funzionare nel 2024), con funzione di coordinamento della presa in carico e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali. Le Cot saranno anche la cabina di regia delle cure domiciliari, capitolo pensato per una continuità assistenziale a tempo pieno, ridurre l’ospedalizzazione e fornire alle famiglie educazione terapeutica.
In agenda, inoltre, 7 Ospedali di comunità (per il 2026), lì dove si tratteranno invece le patologie acute di norma gestibili a domicilio nei casi in cui non è possibile mantenere il paziente a casa per disabilità gravi, fisiche o mentali. Anche su questo valgono i parametri ministeriali: gli Ospedali di comunità del Fvg metteranno a disposizione 241 posti letto (0,2 per mille abitanti), di cui, stando al Programma regionale varato dalla giunta nel dicembre scorso, 74 in Asugi, 105 in AsuFc, 62 in Asfo. In un documento di 150 pagine trovano spazio tutti i passaggi chiave per la sanità regionale.
La revisione del piano di emergenza
Tra l’altro, in un contesto generale in cui si entra nel merito di conti e obiettivi, si punta ad assicurare le prestazioni ambulatoriali per il 90% nelle priorità B (Breve), D (Differita) e P (Programmata), si annuncia l’attesa revisione del piano emergenza urgenza (Arcs è chiamata a trasmettere alla direzione centrale Salute una proposta di piano entro il prossimo giugno), si fissa a quota 883,8 milioni il tetto di spesa per il personale degli enti (262 milioni per i dipendenti di Asugi), si chiarisce che nel 2023 verrà completamento il programma di centralizzazione dell’analisi degli esami di screening della cervice uterina nel laboratorio unico regionale dell’Anatomia patologica di Trieste.
