La Battaglia di Pavia raccontata negli arazzi Cristina Fraccaro ci prepara ai 500 anni
Seta, fili d’oro, lane pregiate per intrecciare il filo della storia sulla Battaglia di Pavia combattuta in quel di Mirabello nel 1525. Solo cinque anni più tardi, come uno storyteller ante litteram, il pittore fiammingo Bernart van Orley ha preparato i cartoni che sono poi serviti ai fratelli Jan e William Dermoyen per realizzare nel loro atelier di Bruxelles i sette arazzi sulla Battaglia, oggi conservati al museo di Capodimonte. Un documento storico, una fonte - per immagini - al pari di un trattato.
Della loro storia, venerdì alle 17.30 al collegio Santa Caterina da Siena di Pavia (via San Martino 17) parlerà Cristina Fraccaro. “Gli arazzi della Battaglia di Pavia – lo stato dell’arte” è il titolo della conferenza promossa dal collegio in collaborazione con il Comitato per l’Anniversario del Quinto Centenario della battaglia di Pavia e alcuni docenti dell’ateneo pavese, tra i quali Mario Rizzo, Davide Maffi e Paolo Pintacuda.
Due anni di eventi
«E’ il primo evento che inaugura un lungo e ricco percorso che ci porterà al febbraio del 2025 con le celebrazioni in grande stile dell’anniversario dei 500 anni dalla battaglia» annunciano Luigi Casali e Marco Galandra, fondatori del Comitato.
Conferenze, eventi di folklore e di gastronomia (con la zuppa alla pavese in primo piano, rievocazioni storiche e ricostruzione di campi e battaglie. Fino al convegno internazionale che si terrà proprio tra il 24 e 25 febbraio del 2025. «Sarà un evento di alta divulgazione scientifica – spiega il professor Mario Rizzo, che fa parte del comitato scientifico –. La Battaglia come espressione di un’epoca. Ha segnato l’assetto geopolitico, culturale, letterario, artistico, sociale e di strategia militare. Siamo stati contattati dai colleghi della Sorbona e lavoreremo in stretta collaborazione con Jean Marie Le Gall».
Quasi una cronaca
La serie dei sette arazzi della Battaglia di Pavia, realizzati nelle Fiandre tra il 1528 e il 1531, celebra la vittoria delle truppe imperiali di Carlo V d’Asburgo su quelle francesi di Francesco I di Valois, avvenuta solo qualche anno prima, all’alba del 24 febbraio 1525. Sul piano politico la battaglia segna il corso della storia: l’Italia, ambita dagli Stati europei per la sua posizione strategica, entra nell’orbita della Spagna, che conquista il Ducato di Milano e il Regno di Napoli.
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«Gli arazzi sono stati oggetto di recente di uno studio approfondito – anticipa Cristina Fraccaro che sarà venerdì al Santa Caterina – La serie inaugura la modernità dell’arazzo con l’introduzione della tridimensionalità. Ma sono importanti anche la loro contemporaneità ai fatti. Il gusto per l’ornamento anche nelle scene consente a noi, oggi, di cogliere aspetti importanti del costume dell’epoca, della tattica militare, informazioni sulle armi e sulla botanica anche se vegetazione e paesaggio non corrispondono».
Si riconoscono invece topografia e luoghi: in questo monumentale scenario, delimitato in primo piano dal muretto del Parco Visconteo, alle porte di Pavia e luogo degli scontri, si muovono i protagonisti in campo, con azioni che si svolgono in simultanea o in successione temporale, con scarti di poche ore. Fedeli, perché quasi coevi all’autore, anche i ritratti dei protagonisti che rimarranno per sempre nella storia.
