Dieci giorni di smog a Treviso, scatta l’allerta rossa: divieti e orari
Treviso nella morsa dello smog: dopo 10 giorni di allerta arancio, la città precipita in piena allerta rossa, prevista dalle misure antismog messe in atto dal Comune nel momento in cui il livello delle polveri Pm10 registri una concentrazione superiore a 50 microgrammi per metro cubo per dieci giorni consecutivi, che prevede l’interdizione della circolazione dei veicoli inquinanti.
Valori fuori norma
Cento microgrammi è stato il valore massimo di Pm 10 misurato ieri, in via Lancieri di Novara, dalla centralina Arpav, martedì 99, anche se il record degli sforamenti è di sabato scorso quando si è arrivati a 120. Una situazione di emergenza per la salute di tutti i trevigiani a cominciare dalle fasce più deboli. Anziani e bambini sono le persone più esposte e che stanno soffrendo le maggiori difficoltà respiratorie. Per correre ai ripari il Comune ha immediatamente predisposto le misure antismog relative alla circolazione dei veicoli.
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Non solo traffico
Secondo Legambiente le polveri sottili provocate dalle automobili sono solo una concausa dei livelli allarmanti di Pm10 che stiamo respirando in città, tanto fanno anche riscaldamento e conformazione geofisica del territorio - non a caso il problema smog riguarda l’intera regione e non solo: «La situazione è critica in tutta la pianura padana» spiega Luigi Lazzaro, direttore regionale di Legambiente, «nonostante quello che si pensa, siamo in miglioramento sulla qualità dell’aria. Il problema è che questi miglioramenti sono troppo lenti e l’inquinamento con i suoi effetti continua a essere la prima causa di morte prematura e bisogna rispondere con normative più rapide». Il grosso problema secondo Lazzaro è legato al riscaldamento di biomassa: «Il problema è legato al tema della legna e della biomassa, quest’anno i prezzi del gas sono aumentati vertiginosamente, e c’è stata un aumento dell’utilizzo di riscaldamento a legna, che produce più Pm10 diretto in atmosfera. È necessario normare in maniera definitiva l’utilizzo di riscaldamento di biomassa. E poi è necessario rivedere la rete di trasporto pubblico».
D’accordo anche Stefano Dall’Agata, tesoriere della Federazione Provinciale Europa Verde-Verdi della Marca Trevigiana: «Il problema è innegabile, ogni anno in Italia ci sono 50 mila morti per inquinamento di questi la metà sono nella pianura padana. Se il problema è dato da smog e da riscaldamento delle biomasse allora devono essere messi in campo degli investimenti sul trasporto pubblico locale, affinché i cittadini ne usufruiscano maggiormente, pensare a nuove soluzioni come il filobus. E poi ripensare agli edifici e alla loro efficienza termica. Se sono efficienti da punto di vista di risparmio energetico, allora non ci sarà più ricorso alle stufe».
I divieti
Da oggi giovedì 23 febbraio 2023 non possono circolare dalle 8.30 alle 18.30, dal lunedì alla domenica, inclusi i festivi infrasettimanali, ciclomotori e motoveicoli Euro 0 ed Euro1, veicoli a benzina Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, autovetture a gasolio Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 e veicoli commerciali a gasolio Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 (questi ultimi nella fascia 8.30-12.30). Numerose deroghe previste, pubblicate sul sito del Comune di Treviso.
