L’altalena del meteo: dopo il caldo record adesso arriva la neve
Sarà più coreografica che ostinata, ma sarà. A confermare l’arrivo della neve – con le cautele del caso – è Marco Giazzi dell’associazione MeteoNetwork. Premettendo: l’anomalia è nel caldo di questo febbraio dal temperamento primaverile, non nella spruzzata di bianco attesa per la giornata di lunedì.
«Il tempo cambierà a partire da domenica, quando da est arriverà un nocciolo d’aria fredda che andrà a generare un’area di bassa pressione sull’alto Tirreno – prevede Giazzi – Se fioccherà? Ci vorrà un po’ perché cominci a raffreddarsi tutta la colonna d’aria (che preme sulla pianura, ndr). La domenica partirà con la pioggia, poi, col passare delle ore, verso sera o durante la notte, potrebbe trasformarsi in neve. Non sappiamo ancora se si depositerà al suolo o si limiterà a fare un po’ di coreografia».
In ogni caso – insiste Giazzi – va considerata la situazione da cui partiamo: ieri la temperatura massima ha fatto segnare 14,3 gradi, l’altro ieri 16,5. Il 15 febbraio addirittura 17,6. «Valori elevatissimi, visto che la media delle massime del periodo si attesta attorno ai nove gradi. Lo ripeto, l’anomalia grave non è la possibile nevicata, o pioggia mista a neve, di domenica sera. L’anomalia è che finora a febbraio abbiamo avuto per sedici giorni temperature massime sopra i dieci gradi, la maggior parte delle quali oltre i quattordici. Ecco, se poi nevicherà davvero, ricordiamoci che comunque è ancora inverno». L’escursione termica sarà comunque tosta: le massime precipiteranno di almeno dieci gradi.
Altra anomalia, in questi primi ventiquattro giorni di febbraio non è piovuta una goccia d’acqua, quando la media ne prescriverebbe tra i cinquanta e i sessanta millimetri. «E la siccità si sta trascinando ormai da più di un anno – osserva Giazzi – Se tutto questo conferma il cambiamento climatico? Seconde me, i dati vanno a confermare una tendenza, che qualcosa stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. Si è già modificata la distribuzione della pioggia, in due giorni nella Sicilia orientale è caduta più acqua di quanta ne sia venuta già in un anno al nord». Mezzo metro in quarantott’ore.
