Omicidio di Conegliano, il parroco: «Accanimento mostruoso su Margherita»
«Sei stata una nonna speciale, dolce, premurosa e meravigliosa. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi, ti porteremo sempre nei nostri cuori e avremo solo ricordi bellissimi di te. Noi ti aspetteremo ogni notte per sentire la tua voce e avere un abbraccio. Tienici per mano e illumina la nostra strada per farci diventare grandi. Ti vogliamo un mondo di bene, Elena, Maddalena e Alessio».
I tre nipoti di Margherita Ceschin le hanno dedicato ieri questo commovente messaggio, che una nipotina ha letto in cimitero, prima che il feretro fosse tumulato nella tomba di famiglia.
In quasi 150 ieri mattina nella Pieve di San Pietro di Feletto si sono stretti ai familiari della settantaduenne uccisa nel suo appartamento di via XXVIII Aprile a Conegliano. Le figlie Elisabetta e Francesca si sorreggevano l'una all'altra, accanto i mariti, immenso il dolore. Sono stati i loro figli a voler scrivere dolci parole in memoria di nonna Margherita.
«Cara nonna sei stata allegra e piena di gioia, sempre disposta ad aiutare tutti. Quando non ti vedevamo per un po' di tempo sapevamo che eri dalla zia, non vedevamo l'ora che tornassi da noi». La pensionata abitava da sola, ma molto spesso andava a trovare le famiglie delle due figlie. «Arrivavi sempre con un gran sorriso, ci abbracciavamo forte e ci scambiavamo un grande bacio, sapevi come renderci felice – il tenero ricordo della nipotina -. Passavi la giornata da noi e aiutavi la mamma perché dovevi essere sempre impegnata a fare qualcosa. Insieme chiacchieravamo molto, ci raccontavi cose di un tempo, ci dicevi i tuoi proverbi e ci divertivamo molto. Avevamo tanti progetti da fare ancora insieme. Per l'inverno ci preparavi sciarpa e berretto di lana fatti da te ai ferri e ci stava insegnando ad usarli. E ora chi ci insegnerà?».
Nei banchi delle chiesa nelle prime file c'erano il fratello Paolo Ceschin e la moglie Imelda, con i figli e altri parenti. Al funerale era presente anche l'ex marito, che ha avuto un lieve mancamento al termine della cerimonia.
«Ai parenti le più sentite condoglianze e la nostra vicinanza più affettuosa», ha detto il parroco, don Antonio Bazzo, che ha chiesto giustizia. «Sappiamo che l'epilogo di ogni vita è la morte ma, nel modo come è successo a Margherita, no – ha affermato il sacerdote -, troppa violenza, un accanimento mostruoso. Perchè? Come? Chi?».
A portare il cordoglio delle due comunità colpite dall'omicidio i sindaci di Conegliano e San Pietro di Feletto, Fabio Chies e Maria Assunta Rizzo. L'Arma era rappresentata dal comandante della compagnia carabinieri di Conegliano, il maggiore Fabio Di Rezze.
Sul fronte investigativo, dopo i rilievi scientifici effettuati giovedì dai Ris di Parma sulla scena del crimine, si continuano anche ad analizzare, secondo per secondo, i frame di telecamere di videosorveglianza. La pista è quella di due sbandati.
Sono arrivati in bicicletta, uno con in testa un cappellino per nascondere parzialmente il viso. Hanno facilmente scavalcato la recinzione condominiale e saliti sulla Toyota Yaris di proprietà dell'anziana, hanno raggiunto il terrazzo dell'appartamento al primo piano. In un prolungato arco di tempo, attorno ai 50 minuti, sono stati dentro l'appartamento di Margherita Ceschin. Sarebbero poi fuggiti in sella alle stesse biciclette. Ieri mattina sono stati effettuati dei filmati da parte degli inquirenti anche durante la cerimonia funebre.
