Fiabane, ancora lui: donati 460mila euro. La Cucchini ha un nuovo magazzino ausili
L’idea iniziale è stata di Vittorio Zampieri, ex presidente dell’Associazione Cucchini: si cominciò a parlarne nel 2008 e ci sono voluti 15 anni, ma finalmente venerdì è stato inaugurato il nuovo magazzino ausili della Cucchini, all’interno dell’area ospedaliera. Il magazzino è già in funzione da tempo, ma ieri si è voluto ringraziare chi ha concorso alla sua costruzione, scoprendo una targa che ricorda i donatori, anzi il donatore, Umberto Fiabane e la sua famiglia.
È stata la Cucchini a realizzare il magazzino dove vengono custoditi gli ausili per i pazienti delle cure palliative, seguiti dalla stessa associazione. I lavori sono iniziati nel 2018 e due anni dopo il magazzino è stato concesso in comodato gratuito all’associazione, per un periodo di nove anni rinnovabili. Il costo di costruzione è stato di 580mila euro, di cui 460mila messi da Fiabane e 120mila dalla stessa associazione. «Siamo partiti da uno scantinato di 15-20 metri quadrati, sotto l’hospice», ha ricordato ieri Zampieri, «per arrivare a questo».
È stata quella la prima sede del magazzino, prima del trasferimento nell’ex convento di San Gervasio che l’associazione ha dovuto poi lasciare perché diventato inagibile. È partita così l’idea di coinvolgere Fiabane, chiedendo il suo sostegno economico («che ci ha assicurato da subito», ha aggiunto Zampieri), oltre all’intervento di professionisti che hanno lavorato gratis, come l’architetto Giovanni Pante (che ha coordinato i progettisti), gli ingegneri Mazzoran per le strutture e Da Rold per gli impianti. Ci ha pensato l’impresa di Paolo Commarella a costruire la struttura, che si sviluppa su una superficie di circa 800 metri quadrati, sempre nell’area di San Gervasio.
Ma ci sono stati molti altri contributi, ricordati ieri sia da Zampieri che dal consigliere Matteo Toscani. L’ex presidente Zampieri si è commosso nel ricordarli e ringraziarli, a partire proprio da Fiabane, che era presente ma schivo come sempre: «Un illuminato imprenditore di successo che capisce i bisogni dell’intera collettività e che ha fatto importanti elargizioni negli anni, donando apparecchiature sanitarie all’avanguardia». «Ogni anno», ha spiegato Toscani, «vengono consegnati 300 ausili, un quinto di quelli che vengono distribuiti dal magazzino dell’Ulss in via Vecellio». Qual è la differenza? La velocità di risposta al malato e alla sua famiglia. «Ci arriva alla mattina la telefonata di richiesta, per una carrozzina o un letto attrezzato. Il pomeriggio o al massimo il mattino dopo viene consegnato».
Tempi molto più brevi di quelli dell’Ulss. Il motivo lo aveva spiegato proprio all’inizio della cerimonia il commissario Dal Ben: «Spesso la burocrazia rallenta il cammino dei progetti ma non la volontà di realizzarli».
La Cucchini si occupa di tutte le pratiche e della fornitura dell’ausilio, sgravando la famiglia da questa incombenza. Nel magazzino, oltre al deposito, ci sono dei locali per la manutenzione degli ausili. Vista la sua grandezza, una parte della struttura è stata destinata all’utilizzo del servizio tecnico dell’Ulss Dolomiti.
Durante la breve cerimonia, proprio mentre parlava Dal Ben, squilla il suo cellulare. Il commissario lo prende, lo guarda e lo spegne. Rivolgendosi ai presenti (volontari, medici e tutti coloro che hanno dato il loro contributo all’opera), Dal Ben dice sorridendo: «E’ il presidente (riferendosi a Zaia, ndr). Speriamo che non mi licenzi».
Sia Toscani che il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin si sono poi rivolti a Dal Ben per chiedergli di proteggere e aiutare la sanità del Bellunese. «Non ci aiuta dire che la sanità è degradata», ha concluso Dal Ben. «Qui c’è una qualità della vita importante, qui si sta bene e la sanità è bella e importante. Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno». Se poi ci sono persone come Umberto Fiabane, questo aiuta molto.
