È accordo tra Relevi e sindacati: scatti di livello e bis del premio
Monica Viviani Scatti di livello e quindi di retribuzione a riconoscimento delle mansioni svolte da ciascun lavoratore e rinnovo del premio aziendale: doppio traguardo quello raggiunto in Relevi dai sindacati Filctem Cgil e Uiltec Uil con le rispettive Rsu.
Per i dipendenti dell’azienda chimica di Rodigo a fine giugno è stato firmato un accordo per il rinnovo per un altro anno del premio aziendale che porta ad un massimale potenziale di 1.180 euro raggiungibili attraverso quattro obiettivi di pari peso percentuale stabiliti dalla contrattazione di secondo livello (fatturato per addetto, Ebitda, qualità e presenza), ma soprattutto è stato sottoscritto un nuovo accordo aziendale sugli inquadramenti che riguarda tutti i reparti produttivi e che, riconoscendo le nuove competenze acquisite, permetterà agli operai di avere un incremento di livello e pertanto di retribuzione o di avere un riconoscimento economico per le mansioni che svolgono o andranno a svolgere in azienda. Incrementi che scatteranno già con la mensilità di luglio e che si completeranno nel corso del 2024.
Un «accordo importante» come spiega il segretario generale della Filctem Andrea Loddi «perché definisce mansioni e responsabilità che non trovano riscontro diretto nel contratto nazionale Chimico, ma che con il mutare delle competenze, l’accrescimento delle conoscenze, la polivalenza richiesta ai dipendenti e le particolarità di un’azienda come Relevi, è più che mai necessario per inquadrare con un corretto riconoscimento le mutate condizioni lavorative. Crediamo sia stato fatto un buon lavoro dalla Filctem Cgil, con il contributo al tavolo di trattativa della Uiltec Uil, ma sopratutto è stato ottimo e fondamentale il ruolo delle Rsu Filctem e Uiltec che attraverso una analisi certosina di tutte le mansioni dei colleghi hanno saputo raffigurare e rappresentare reparto per reparto tutte le maestranze, portando a casa un ottimo risultato di giusto riconoscimento per tutte e tutti loro. Abbiamo finalmente trovato una controparte disponibile al confronto e questo ha aiutato nella sottoscrizione dell’accordo che supera le rigidità di un sistema classificatorio del contratto nazionale da rivedere, poiché il mondo del lavoro e sopratutto le competenze sono mutate e in continua mutazione».
Un accordo che fa seguito «a quello che insieme si è ottenuto nel reparto plastica legato alle presenze e che porta ulteriore salario nelle tasche dei lavoratori» aggiunge Loddi convinto che «la costruzione di diversi accordi aziendali sia anche, se non il principale, strumento per dare una risposta economica doverosa ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti: un incremento di livello ad esempio incide su tutte le voci di una busta paga e in questo momento sappiamo bene quanto sia necessario dare risposte salariali».
Insomma «serve costruire tavoli di contrattazione aziendali – prosegue il sindacalista – perché oltre agli importanti aumenti che possiamo ottenere attraverso i rinnovi dei contratti nazionali, come accaduto nel contratto nazionale della Chimica, ci sia un’ulteriore spinta verso una crescita delle retribuzioni». Una risposta «che stiamo dando come organizzazioni sindacali dove ci è possibile, ma che da sola non basta: serve infatti un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti sui tavoli del lavoro».
Per il segretario generale della Uiltec Giovanni Pelizzoni «in questi anni difficili il rinnovo del premio è un momento importante e non scontato, pur rimanendo un accordo di transizione in attesa di capire dove sta andando il mercato in cui si colloca Relevi: l’impianto è il medesimo dell’accordo precedente che ha portato nel 2022 a raggiungere circa il 70% del montante a disposizione, confidiamo che anche il 2023 possa raggiungere un valore positivo premiando gli sforzi quotidiani di tutti i lavoratori e le lavoratrici di questa importante realtà mantovana».
L’altro «importante passaggio – conclude – sottoscritto recentemente è l’accordo sui livelli: abbiamo proceduto a rivisitare quello precedente che risale al 2017 tenendo conto della diversa organizzazione del lavoro e della maggiore flessibilità richiesta ai lavoratori che trova nei nuovi inquadramenti un più adeguato riconoscimento».
