Savogna, l’impresa di Gabriel: pesca un siluro da 35 kg nelle acque del Vipacco
SAVOGNA. Il sole aveva da poco salutato il verde di Rubbia, là dove il Vipacco inizia la sua avventura in Italia arrivando dalla Slovenia come Vipava. Le sue acque pronte a tuffarsi nell’Isonzo s’erano già fatte scure, buie, ma Gabriel ci ha messo davvero poco, stringendo forte la canna da pesca, a capire che quello che aveva abboccato, stavolta, non era un pesce come gli altri. No, davvero. Era un pesce da record, o quantomeno fuori media, decisamente fuori media. Un siluro lungo 191 centimetri e pesante 35 kg. Una belva che, da queste parti, non si vede spesso e forse non s’era vista mai, se è vero che i vecchi pescatori della zona dicono che potrebbe essere l’esemplare più grande di sempre ad essere stato pescato nel tratto italiano del Vipacco.
Pescatore orgoglioso dell’impresa
Ecco perché non può che essere orgogliosa e soddisfatta (per quanto stanca) l’espressione davanti alla fotocamera di Gabriel Macuz, il giovane pescatore protagonista della cattura eccezionale, una di quelle imprese che si raccontano ai nipotini – ma lui che è appena 19enne per questo di tempo ne ha davanti – e di fronte ad un buon bicchiere al bar o al circolo con colleghi e amici. «L’anno scorso credevo di aver preso un pesce siluro enorme, visto che parliamo di un esemplare lungo 1,66 metri e pesante oltre 26 chili, ma era davvero nulla in confronto a questo», racconta ancora emozionato Gabriel, che vive a Gorizia, si è appena diplomato al liceo “Gregorcic” di via Puccini e ha iniziato a pescare con papà e nonno ad appena 6 anni, per poi fare la licenza una volta compiuti i 14. Tra le sue passioni, anche il fitness con la tecnica del calisthenics e la palestra, i cui benefici sono senz’altro serviti a Gabriel per riuscire a portare a riva da solo il bestione da quasi due metri uscito dal Vipacco.
Dieci minuti di combattimento
«Avevo da poco calato in acqua la lenza della prima delle due canne che avevo con me, e subito ho notato che qualcosa aveva abboccato – racconta Gabriel –. Così ho riavvolto la lenza ma non ho trovato nulla, né il pesce né l’esca». L’attesa allora è ricominciata e pareva infruttuosa, tanto che dopo un’ora senza sussulti Gabriel si era deciso a spostarsi. «Quando però ho impugnato la canna, la più robusta delle due che avevo, mi sono accorto che all’amo c’era qualcosa di grande – spiega il giovane –. Sono iniziati dieci minuti di combattimento, che mi sono sembrati infiniti, e ad un certo punto entrando in acqua mi sono ritrovato davanti il muso del siluro, del quale non riuscivo minimamente a scorgere la fine. Un esemplare incredibile. Pensavo di non farcela, ma alla fine sono riuscito tra mille fatiche a portarlo a riva». Dove il siluro poi è rimasto, visto che la legge prevede di trattenere questi esemplari di una specie che non è autoctona e che incide sulla biodiversità del fiume.
Le foto del rappresentante dell’Ente tutela pesca
«Appena ho ripreso le forze ho subito chiamato al telefono Gabriele Luisa, il rappresentante del collegio 1 dell’ente tutela pesca di Gorizia, oltre che grande pescatore – racconta Gabriel –, e dopo nemmeno un quarto d’ora era con me a Rubbia, a scattarmi un sacco di fotografie». Resteranno, è sicuro, tra i ricordi più belli del giovane goriziano, che sogna già altre catture da annali, ma intanto si è già ritagliato un posticino mica male tra le celebrità delle pesca isontina
