Mareggiate devastanti anche per le mitilicolture «Filari di cozze, perso il 60%: danni da oltre un milione»
TRIESTE. Non solo il litorale, le spiagge e il lungomare barcolano e muggesano. Le mareggiate dei giorni scorsi hanno avuto delle serie conseguenze anche sul settore della miticoltura. “Pedocere” spiaggiate o disperse al largo, colonie di mitili distrutte e raccolto andato perso dal Villaggio del Pescatore al Lazzaretto, con danni che potrebbero superare il milione di euro.
È quanto denuncia il comparto della maricoltura e acquacoltura del golfo di Trieste (CoGiuMar) che ha sede al Villaggio del Pescatore. «Almeno negli ultimi 40 anni – assicurano i pescatori – non abbiamo mai assistito a nulla del genere». Il CoGiuMar (Consorzio Giuliano Maricolture) è una realtà sorta negli anni ’90 con lo scopo di raggruppare e rappresentare al meglio sul mercato nazionale la produzione e l’allevamento di mitili della costiera triestina, e raggruppa 14 piccole imprese del golfo di Trieste. Settore che, dopo aver registrato una crisi negli ultimi anni, deve ora fare i conti con una vera e propria strage di mitili dovuta alle recenti mareggiate.
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«Se sul litorale i danni sono stati enormi si può solo immaginare cosa è successo in mare aperto – premette il presidente del consorzio CoGiuMar, Fabrizio Marchesan –: dei circa 900 filari di cozze presenti dal Villaggio del Pescatore al confine del Lazzaretto ne è stato danneggiato il 60%. Un danno economico consistente per tutti noi, per le nostre famiglie e per i nostri dipendenti».
Nessun tratto della costiera triestina è stato risparmiato dalle ripetute libecciate, ma le zone ad essere state maggiormente colpite riguardano il litorale tra Muggia e Lazzaretto, Grignano, Santa Croce, le Ginestre e Sistiana. «Nei prossimi giorni faremo una valutazione più precisa dei danni – prosegue Marchesan – ma possiamo già dire che siamo attorno al milione di euro solamente di prodotto mancato o andato perso e almeno altri centomila euro di impianti compromessi o quantomeno danneggiati».
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Per il settore un vero e proprio colpo di grazia, dopo che già la campagna di vendite per la stagione appena conclusa (da aprile a settembre 2023) aveva registrato un decremento produttivo di circa il 35% rispetto agli anni precedenti. Un calo decisamente inferiore, secondo la CoGiuMar, a quello che si registrerà nel 2024. «Oltre alla minor captazione di novellame (la cosiddetta semina di mitilo) in parte già lavorato nel periodo estivo – spiega Marchesan – le mareggiate in serie registratesi negli ultimi 10 giorni hanno dato il colpo di grazia alle nostre mitilicolture e alle nostre prospettive lavorative. Il danno maggiore lo si è avuto sia nello scrollamento del prodotto già lavorato che su quello rimasto sulle corde di captazione e ancora da lavorare per la produzione 2024 e ora andato perso. La perdita complessiva stimata sarà di circa il 60% rispetto a quest’anno».
La speranza, ora, è che la politica possa venire incontro al settore alla luce dell’emergenza. «Nei prossimi giorni invieremo una lista dettagliata dei danni all’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari e ittiche – conclude Marchesan – nella speranza di essere ascoltati e aiutati».
