Mestre, l’emeroteca diventa Palazzo Poerio: caffè, mostre e sale di lettura
Via il suffisso “ex” della fu emeroteca di Mestre che diventa Palazzo Poerio. Il progetto di recupero che vedrà entro l’autunno 2024 la trasformazione in una “Casa dell’arte”, aperta alla città.
Al piano terra e mezzanino il Caffè e bistrot letterario, gestiti dalla Fondazione Musei Civici.
Ai due piani superiori si insedia un incubatore della produzione culturale e artistica che in centro a Mestre mancava. Pronti a collaborarci artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa che aggiungerà la terraferma ai propri spazi operativi tra Giudecca e Ca’ Pesaro, oltre all’Accademia di Belle arti.
L’idea è di destinare il primo piano alle arti classiche (pittura, disegno, arti grafiche) e di portare al secondo piano l’avanguardia con il video-making, la fotografia, il web design ovvero le nuove frontiere dell’arte digitale che in città ha sempre più “fame” di spazi.
Ma il palazzo, che è al centro di un progetto di valenza culturale e sociale, ospiterà anche tradizionali servizi come la lettura gratuita dei quotidiani. Servizio oggi garantito dalla vicina biblioteca Vez ma che manca a molti.
E ci pensa il professor Zecchi a segnalarne l’utilità assieme all’allestimento di una libreria del contemporaneo, accessibile a tutti.
Il progetto si fa concreto
Diventa concreto il progetto di Comune e Fondazione Musei civici per il rilancio di uno dei due palazzi, abbandonati, posizionati strategicamente ai due lati della piazza centrale di Mestre. L’occasione la seduta di commissione in cui l’assessore Paola Mar e Mattia Agnetti, segretario della Fondazione, per rispondere alle sollecitazioni dell’interrogazione del consigliere Pd Emanuele Rosteghin.
Innanzitutto, tutti d’accordo sul nome nuovo da dare all’ex emeroteca. Che diventerà, concordano tutti, Palazzo Poerio (vecchia proposta lanciata da Progetto Comune di Maria Laura Faccini nel 2021), per unire al nuovo progetto di recupero il ricordo, concreto, di uno degli eroi del Risorgimento cittadino.
Dalla Fondazione Musei civici la conferma che il progetto passerà per la gestione diretta dei Musei civici con una logica che vede tutti gli appalti in corso per i musei veneziani, inglobare anche i servizi necessari alla gestione della struttura mestrina. Dalle pulizie alla guardiania e alla gestione della caffetteria, l’obiettivo è quello di economizzare con affidamenti per comparto unificando le sedi di Venezia con quella di Mestre.
Per garantire la sostenibilità della operazione, che non vedrà la “Casa dell’arte” mestrina autosostenersi in toto, ci penserà il bilancio in attivo della Fondazione a garantire l’investimento. Ma si intende anche puntare su bandi specifici per finanziare progetti e azioni all’interno del Palazzo, che ci si augura, diventi uno stimolo anche per il dirimpettaio Museo e chiostro M9 della Fondazione di Venezia.
Riccardo Brunello (Lega Nord) fa notare che presto sparirà anche il suffisso ex per la De Amicis, la vecchia scuola dei mestrini che diventerà la sede dei Tributi ma anche la “Casa della città” con quattro sale polivalenti per gli incontri della cittadinanza e delle associazioni.
Come interviene il Comune
Un milione di euro l’investimento del Comune che a breve terminerà i propri cantieri di riqualificazione energetica. Poi il via ai lavori della Fondazione Musei civici per altri 3 milioni di euro. E anche se sul progetto culturale della giunta comunale restano le divergenze con l’opposizione, alla fine il consigliere Rosteghin si ritiene soddisfatto delle informazioni. Ma invita l’amministrazione «a fare in modo che questo spazio sia davvero una casa per tutti, dove la logica commerciale venga dopo la cultura».
