Riserva di Miramare ferita dalle libecciate
TRIESTE. Muraglione eroso, faraglioni spazzati via dalla forza delle onde, un ammasso informe di detriti, piante, spugne morte accumulato sulla spiaggia. E come se non bastasse, la cosa peggiore: i rifiuti, plastica soprattutto, che si sono riversati ovunque sulla riva.
Tra i siti della costiera triestina flagellati dalle libecciate dei giorni scorsi c’è anche l’Area marina protetta di Miramare, storica oasi di biodiversità alle porte della città e ai piedi del Castello, cuore di una riserva di biosfera riconosciuta dall’Unesco.
L’allarme è stato lanciato ufficialmente ieri dalla newsletter della stessa Amp. Il quadro appare decisamente preoccupante: «Mentre si sta ancora valutando l’erosione sul muraglione della spiaggia protetta, alcuni impatti sono già evidenti. La mareggiata ha asportato parte dei faraglioni frequentati dai marangoni (uccelli marini simili ai cormorani ndr) e lungo la spiaggia nelle ultime due settimane si è riversata un’incredibile quantità di materiale organico tra tronchi, ammassi di piante marine e di spugne morte, scalzate dai fondali dalla forza delle onde».
Ma soprattutto, «si è riversata sulla riva, come succede ogni volta con le mareggiate, una quantità avvilente di rifiuti, per lo più plastiche e microplastiche».
Tra presente e futuro si delinea, insomma, uno «scenario desolante, frutto di eventi estremi sicuramente già avvenuti in passato, ma che sono e saranno sempre più frequenti e intensi a causa del riscaldamento del mare e della crisi climatica».
Nonostante il momento così difficile, si è deciso di festeggiare comunque, questa domenica, l’anniversario della nascita dell’Area marina protetta: sarà il 37esimo da quando, il 12 novembre 1986, venne istituita la prima riserva marina italiana insieme a quella di Ustica. «Ancora una volta, per festeggiare il nostro “compleanno” – annuncia l’Amp –, abbiamo pensato ai più piccoli, perché è in una generazione più consapevole e più attenta alla cura del mare e dell’ambiente che noi riponiamo le speranze. Per tutta la giornata di domenica, dunque, il BioMa apre le porte con ingresso gratuito a chiunque vorrà venire a trovarci».
