La scommessa Boa Beach compie tre anni a Muggia: promossi i servizi offerti, il lungomare piace ai locali
MUGGIA Tre anni sono forse pochi per dare un giudizio definitivo, ma sicuramente abbastanza per un primo bilancio fedele. Tanto è il tempo trascorso dall’inaugurazione ufficiale di Acquario, il lungomare poco fuori Muggia compreso fra Punta Olmi e Punta Sottile, forse più conosciuto con il nome di Boa Beach. Un bilancio senza dubbio positivo, come dimostrano le lunghe scie di brandine che già nelle ultime settimane hanno riempito i suoi spazi, nonostante il meteo tentennante. Il tratto di costa a pochi passi dalla Slovenia è entrato a pieno titolo nelle grazie dei muggesani (e non solo), con una specificità tutta sua che lo rende per molti aspetti una spiaggia unica nel suo genere.
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Impossibile però, se si parla di quest’area, tralasciare la lunga e travagliata genesi che ha preceduto l’apertura al pubblico di Boa Beach. Si è atteso oltre ventidue anni, per un complesso che alla fine del secolo scorso era utilizzato come deposito a cielo aperto di materiale inquinato, finendo sotto sequestro dopo apposite indagini ambientali. La lunga opera di riqualificazione è stata possibile una volta accertata la buona qualità delle acque, evidentemente non contaminate dal materiale inquinato.
Le cicatrici del passato si intravedono ancora adesso, visto il divieto di piantare alberi nella zona. Ma, alberi a parte, Boa Beach trasmette una sensazione di innegabile vivacità, tanto che alcuni nemmeno ricordano cosa ci fosse prima al suo posto. Qualche dato per comprendere le dimensioni dell’opera: 28 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva superiore al chilometro se si considerano anche i parcheggi.
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Ma l’aspetto forse più interessante di Boa Beach, come si diceva, sono le strutture di cui dispone, dando vita a una offerta balneare che ha pochi eguali in provincia di Trieste. Basti pensare allo skatepark, secondo certe voci trionfalistiche addirittura “il più grande affacciato sul mare in Europa”. Sia come sia, una volta superato lo skatepark chi proviene da Muggia incontra un campo di pallavolo, un’area provvista di attrezzi per l’allenamento, un parco giochi e una spiaggetta per bambini. Ai quali si aggiungono i tre chioschi gestiti da Walter Gustin della società Draw, mentre all’estremità opposta si distende un piccolo prato.
Ricordare la fisionomia di Boa Beach è un passaggio necessario per tracciare un profilo dei suoi frequentatori. Poiché quest’ultimo è il risultato proprio della specificità delle strutture di cui si diceva poc’anzi. Non a caso, l’area più affollata è quella nella quale si concentrano in pochi metri lo skatepark, il campo da pallavolo, i giochi e la spiaggetta per bambini.
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Lena Groeger, assieme al compagno e al figlio, è arrivata a Boa Beach dalla Germania, guidata da un’applicazione che le indicava la presenza nell’area di uno skatepark. «Siamo grandi appassionati – racconta Lena – ma spesso in Italia gli skatepark non sono granché». Lena e la sua famiglia viaggiano in camper e si dicono comunque «contenti» dell’esperienza muggesana. I cultori dello skateboard sono però una sola fetta – e forse quella più di nicchia – dei frequentatori di Boa Beach. La maggior parte degli aficionados sono invece coppie come Gabriella Bonazza e Roberto Amadio, i quali hanno trovato Boa Beach «perfetta» per far giocare il nipote Alessandro. Nonni e genitori insomma, nonché un numero considerevole di animatori e ragazzi dei centri estivi.
È allora prematuro affermare che Boa Beach abbia scalzato lo storico lungomare di Muggia nelle preferenze dei bagnanti locali. Per ragioni di comodità – e probabilmente di legame affettivo – il Lungomare Venezia rimane la meta preferita dell’estate dei muggesani. Piuttosto, come detto, Boa Beach (o Acquario che dir si voglia) si rivolge a un pubblico preciso, che non trova altrove, o nelle immediate vicinanze, gli stessi servizi. Non saranno i nuovi “Topolini di Muggia” – come sussurrava qualcuno anni fa – ma è senza dubbio un discreto successo.
