A Salvatronda scoppiano le fognature, la rabbia degli abitanti: «Non ce la facciamo più»
Salvatronda, in via Passerella non hanno dovuto fare i conti solo con l’alluvione, ma con ben altro, i cui mefitici effetti continuano tutt’ora. In questa strada in piena campagna, la grande massa d’acqua ha fatto letteralmente saltare le fognature il cui contenuto si è riversato non solo sulle strade ma anche nei cortili e in alcune abitazioni.
Quello che a prima vista sembra fango è ben altro. «Era già successo a maggio, e anche martedì si è verificato questo fenomeno», dice Lino Bernardi, residente nella via, «credo ci si possa rendere conto solo dall’odore di come stiamo vivendo in questi giorni». Complice la giornata calda di giovedì 27 giugno, in via Passerella, l’aria è irrespirabile: «presto tutto si trasformerà in polvere e arriverà dentro casa», continua Bernardi, «abbiamo chiesto ad Ats di trovare una soluzione perché non si ripeta più ma ci hanno detto che al momento non si può fare nulla».
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Il problema è determinato dal fatto che le condutture verso il vicino depuratore sono del tipo “misto” ovvero convogliano acque reflue e quelle della fognatura: «È un problema purtroppo noto», spiega l’amministratore delegato di Ats Pierpaolo Florian, «che troverà soluzione con l’ampliamento del depuratore che stimiamo si possa concludere in due anni. Quanto è avvenuto in queste due occasioni è dovuto all’eccezionalità degli eventi meteo».
Sempre a Salvatronda, ma in via Cerchiara, si lamenta l’allagamento delle strade, tanto che questa via era tra quelle off limits martedì notte: anche qui il Consorzio Piave parla di conseguenza di una pioggia eccezionale che le condutture non sono state in grado di sostenere.
Per tutta la giornata di ieri sono continuate in città le operazioni di pulizia degli scantinati allagati in centro e a Bella Venezia a seguito dell’esondazione dell’Avenale: a tal fine il comune ha messo a disposizione l’Ufficio Ambiente e due linee telefoniche (0423 735828 (735731) che si interfaccerà con Contarina per lo smaltimento dei rifiuti e degli ingombranti.
E solo nella tarda serata di mercoledì 26 giugno si è completato lo svuotamento dei sottopassaggi che ha permesso in quello dell’Iper di recuperare un’auto che era affondata, anche grazie ai mezzi messi a disposizione dall’azienda agricola del consigliere regionale Nazzareno Gerolimetto.
In un video si vede il giovane autista scappare appena in tempo dopo essere inavvertitamente entrato nel sottopassaggio. Si tratta di un giovane residente nell’Asolano che stava tornando a casa alla guida dell’auto della madre: «Vorrei ringraziare», dice la signora, «chi ha soccorso mio figlio, addirittura portandolo a casa».
Ma il giorno dopo l’alluvione è anche quello della polemica politica: la lista Noi La Civica ha presentato un’interrogazione sull’esondazione dell’Avenale. «Ho percorso anch’io le strade del centro intorno alle 22.30 di martedì», dichiara la capogruppo Maria Gomierato, «non ho visto una pattuglia, un cartello, un lampeggiante o una transenna che segnalasse l’allagamento di via San Pio X, la direttrice naturale da nord verso il centro. Bastava provvedere alla rotonda del McDonald’s e le auto non si sarebbero infilate nel borgo Asolo per doversi poi fermare e fare inversione e tornare in circonvallazione perché la strada era coperta d’acqua. Il disastro di un mese fa non ha insegnato niente».
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Per il segretario provinciale Pd, il castellano Giovanni Zorzi, «non è pensabile che a ogni pioggia i castellani debbano temere per la propria casa o per la propria attività. Di fronte agli effetti della crisi climatica, in un territorio già compromesso, Castelfranco si è scoperta esposta e fragile. Ora è chiaro a tutti che la città va protetta, questa deve essere la priorità: con tutte le risorse e i mezzi possibili, con maggiore coordinamento, maggiore attenzione, maggiore cura».
Critico anche il consigliere indipendente Diego Giovine: «Ancora una volta, nell’arco di un mese, questa maggioranza ha dimostrato di non saper gestire situazioni di emergenza: siamo la sola città della Castellana senza la Protezione civile comunale. È ormai tempo che vadano a casa» .
