Il sindaco Ceffa chiede la revoca dell’arresto: «La giunta è cambiata»
VIGEVANO. Il sindaco Andrea Ceffa chiede nuovamente la revoca dagli arresti domiciliari in cui si trova da 108 giorni «perché la giunta è cambiata e le indagini sono chiuse, quindi non c’è più pericolo di reiterazione del reato». Nell’inchiesta si intrecciano due fronti, così ipotizzati dalla procura: un tentativo di corruzione, non riuscito, per far cadere la giunta Ceffa nella “congiura di Sant’Andrea” del novembre 2022, poi lo stesso sindaco che avrebbe cercato di corrompere la consigliere comunale Roberta Giacometti per rafforzare la maggioranza di Ceffa. Ieri l’avvocato difensore del sindaco, Luca Angeleri di Pavia, ha presentato una nuova richiesta al giudice delle indagini preliminari Luigi Riganti per chiedere la revoca della misura coercitiva.
Le richieste del legale
«Alla luce del nuovo assetto di maggioranza al Comune di Vigevano e della chiusura delle indagini da parte della procura, non esistono più ragioni per mantenere la misura, che appare oggi assurda e meramente atta a comprimere la libertà di Ceffa come persona e come rappresentante delle istituzioni eletto dal popolo», ha spiegato l’avvocato Angeleri, difensore di Ceffa. La giunta è stata modificata nei giorni scorsi dalla vice sindaca facente funzione di sindaca Marzia Segù, tra l’altro senza componenti della Lega che è il partito di Ceffa. L’attuale amministrazione rimarrà in carica fino al 2026, quando sono previste nuove elezioni. Nell’istanza presentata al giudice, in 22 pagine, Angeleri spiega tra i vari aspetti che «non sussiste più alcuna esigenza cautelare concreta ed attuale. Tutti i coindagati con Andrea Ceffa sono stati posti in libertà, deve ritenersi venuto meno il pericolo di inquinamento probatorio. Ceffa è rimasto l’unico agli arresti domiciliari, isolato dal mondo, gli altri indagati avrebbero potuto muoversi liberamente».
Secondo le norme il gip avrà 5 giorni (anche se non è un termine perentorio) per rispondere all’istanza. —
